Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

L'inchiesta sui furti in villa in mezza Sicilia, scarcerato ventiquattrenne

Il tribunale del riesame annulla l'ordinanza cautelare per uno dei cinque rom fermati con l'accusa di far parte di una banda

Ordinanza cautelare in carcere annullata: il tribunale del riesame di Palermo scarcera uno dei cinque rom accusati di far parte di una banda che razziava ville in mezza Sicilia.

Il collegio di giudici presieduto da Emilio Alparone, accogliendo il ricorso dell'avvocato Salvatore Pennica, secondo cui non vi erano sufficienti indizi a suo carico, ha rimesso in libertà Sasa Radosavljevic, 24 anni, dell'ex Jugoslavia.

Per gli altri quattro indagati, i giudici decideranno nelle prossime ore. I rom sono accusati d'aver messo a segno venti furti: da San Leone a Montaperto, ma anche al Villaggio Mosè, nei Comuni agrigentini circostanti e nelle limitrofe province di Caltanissetta ed Enna. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Luisa Turco, lo scorso 4 dicembre, aveva convalidato i fermi di indiziato di delitto e disposto per i cinque indagati la custodia cautelare in carcere. 

Ad eseguire i fermi, nei giorni precedenti, fra Agrigento e Palermo, sono stati i carabinieri. Nel corso delle perquisizioni domiciliari è stata rinvenuta molta refurtiva: monili in oro, tablet e pc, ma anche preziosi orologi ed armi.

In carcere sono finiti pure Lasio Radosavljevic, 35 anni, alias Lasio Lucan, dell'ex Jugoslavia; Daniel Lucan, 30 anni, rumeno; Ciprian Lucan, 38 anni, rumeno e Lasio Rac, 59 anni, serbo.

Il solo Ciprian - durante l'interrogatorio - ha ammesso i fatti dicendosi dispiaciuto, gli altri quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. 

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