Cronaca

Banco di Canicattì, l'ex presidente Vito Augello si difende

Secondo atto dell'udienza preliminare davanti al giudice, Francesco Provenzano, a carico dei massimi esponenti della banca. L'accusa è quella di aver falsato dei bilanci per occultare perdite finanziarie danneggiando soci e risparmiatori

Braccio di ferro tra Vito Augello e la sua ex Banca.  L'ex presidente del Banco di Canicattì si difende. La Banca d'Italia, dopo l'avvio dell'inchiesta, che ipotizzerebbe un danno di 36,5 milioni di euro, ha annunciato di volersi costituire parte civile. Tra gli imputati, oltre a Vito Augello, anche l'ex vicepresidente dell'istituto bancario, Luigi Salvatore Di Franco. La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dai pubblici ministeri Andrea Maggiorni e Matteo Delpini.

Secondo atto, quindi, dell'udienza preliminare davanti al giudice Francesco Provenzano a carico dei massimi esponenti della banca. L'accusa è quella di aver falsato dei bilanci per occultare peridte finaziarie danneggiando soci e risparmiatori. Il giudice, all'apertura del processo, aveva disposto un rinvio per consentire la notifica che nell'udienza precedente non risultava andata a buon fine alla banca che esercita il potere di controllo e coordinamento di tutti gli istituti di cedito del territoro nazionale.  Augello, su sua richiesta, è stato interrogato dal giudice, dal pm Maggiori e dai difensori degli imputati. 

Augello e Di Franco, in concorso inoltre sono accusati di "avere omesso di dare comunicazione agli alti amministratori e ai componenti del collegio sindacale  di avere interessi del collegio sindacale di aere interessi propri e di terzi in conflitto con quelli della società". Si torna in aula il 14 gennaio.

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