Crac Pelonero, il riesame: "Ecco perchè le accuse alla commercialista sono insussistenti"

I giudici del tribunale della libertà hanno depositato le motivazioni dell'ordinanza di scarcerazione della professionista Graziella Falzone

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"Il gip non ha indicato quale sarebbe stato il ruolo dei singoli partecipi dell'associazione a delinquere e questo tribunale ne ha già escluso la sussistenza. Per quanto riguarda le singole accuse di distrazione dei beni che avrebbero portato al dissesto economico delle società, non è stata sostenuta dal pm con elementi di fatto".

I giudici del tribunale del riesame di Palermo depositano anche le motivazioni del provvedimento con cui, oltre un mese fa, hanno scarcerato la commercialista Graziella Falzone, 53 anni. La professionista, difesa dagli avvocati Santo Lucia e Salvatore Falzone, è ritenuta dagli inquirenti la "mente" dell'organizzazione che avrebbe suggerito alla famiglia Sferrazza, che gestiva il gruppo Pelonero, che da anni opera nella vendita di casalinghi e articoli da regalo, la soluzione per "svuotare" le aziende portandole al fallimento pilotato, facendo sparire circa - secondo l'accusa che, però, non ha retto al riesame - 5 milioni di euro.

I giudici, che hanno annullato dieci ordinanze di arresti domiciliari, compresa quella nei confronti della commercialista, aggiungono: "La prospettazione di un suo sicuro coinvolgimento avrebbe dovuto essere puntualmente indicata. Il pm ha, invece, attribuito all'indagata gran parte delle incolpazioni senza nessun altro sforzo investigativo".

I giudici del tribunale della libertà, quindi, che hanno già escluso l'esistenza di un'associazione a delinquere anche per altri quattro indagati, arrivano alla conclusione che il quadro indiziario, relativamente alle singole accuse di bancarotta fraudolenta, non sia solido.

"Se ciò non fosse sufficiente - aggiunge il presidente del collegio Monica Sammartino che ha scritto il provvedimento - va detto che l'ultima condotta risale al 2016, un tempo risalente che non consentirebbe neppure di ritenere attuali le esigenze cautelari".

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