"Distrusse scritture contabili e fece sparire i beni dell'azienda", imprenditore davanti al gup

Ventottenne accusato di bancarotta fraudolenta, il caso approda in aula per l'udienza preliminare

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Bancarotta fraudolenta perchè, secondo l'accusa, fece sparire i beni dell'azienda e occultò le scritture contabili per impedire al curatore di ricostruire il patrimonio. L'imprenditore Gerlando Scibetta, 28 anni, rischia di finire a processo. Il pubblico ministero Alessandra Russo ha chiesto il rinvio a giudizio e questa mattina doveva iniziare l'udienza preliminare davanti al gup Francesco Provenzano.

Il procedimento, in realtà, è stato rinviato al 10 dicembre per una mancata notifica. Scibetta, che ha nominato come difensore l'avvocato Emilio Dejoma, in qualità di amministratore della Ge.Al. Market srl, società che operava nel campo della distribuzione alimentare, avrebbe fatto sparire dalla società beni per circa 35.000 euro e, in particolare, un carrello elevatore del valore di circa 29.000 euro e due transpallet (macchinari che servono per la movimentazione della merce) del valore di circa 2.500 euro ciascuno. La società fu dichiarata fallita, con sentenza del tribunale di Agrigento, il 3 marzo del 2016 e ha chiuso con un default di oltre 253 mila euro.

A Scibetta viene, inoltre, contestato di avere fatto sparire le scritture contabili, che il curatore fallimentare - sostiene l'accusa - non trovò, "per non consentire la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari". Il giudice, adesso, dovrà decidere se disporre il rinvio a giudizio. La difesa, in ogni caso, potrebbe chiedere il giudizio abbreviato e, in questo caso, ci sarebbe un processo, davanti allo stesso gup, con le stesse prove già acquisite. 

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