Cronaca

Crack da 50 milioni, processo bis a rischio prescrizione per l'ex "re dei supermercati"

La difesa dell'imprenditore Giuseppe Burgio, già condannato a 6 anni per bancarotta e destinatario di una confisca di beni, solleva la questione che potrebbe neppure far partire il dibattimento per reati tributari

I reati tributari, che sarebbero stati commessi nel 2012, a distanza di 9 anni, potrebbero essere prescritti e il processo - di conseguenza - neppure iniziare. 

I giudici della prima sezione penale del tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, sollecitati sul punto dal difensore dell'imprenditore Giuseppe Burgio, l'avvocato Carmelita Danile, acquisiscono alcuni verbali dell'udienza preliminare per calcolare in maniera precisa i periodi di sospensione dei termini. Si torna in aula l'8 luglio.

Qualora il tribunale dovesse accertare che i reati sono caduti in prescrizione, neppure verrebbe aperto il dibattimento e sarebbe emessa una sentenza di non doversi procedere. 

Burgio, 57 anni, di recente si è visto ridurre la pena (da 8 a 6 anni) per l'accusa di bancarotta fraudolenta e, lo scorso marzo, ha subito la confisca del suo patrimonio, stimato in circa 8 milioni di euro.

In un distinto segmento dell'inchiesta sul più grande crack degli ultimi dieci anni dell'Agrigentino riferito a un gruppo di aziende che operavano nel campo della distribuzione alimentare, Burgio è stato rinviato a giudizio per una maxi evasione. 

L'uomo d'affari, già condannato con l'accusa di avere fatto sparire beni per circa 50 milioni di euro sottraendoli da un'azienda all'altra, in particolare, nella qualità di presidente del consiglio di amministrazione della Ingross, avrebbe omesso di versare circa 231 mila euro all'erario per il 2012.

Analoga accusa relativa alla gestione della Gestal, di cui, nel 2012 era amministratore unico e - sostiene l'accusa - avrebbe omesso di versare 308 mila euro all'erario. Il dibattimento, tuttavia, potrebbe non aprirsi a causa della prescrizione.

In questa indagine bis, sono imputati diciannove professionisti fra componenti del collegio sindacale, liquidatori, consiglieri di amministrazione e funzionari di banca accusati di avere agevolato il dissesto con omissioni e sottrazione dei beni. Il processo a loro carico inizierà l'8 giugno.

Ex soci ed ex dipendenti, rimasti senza stipendio o con investimenti in fumo, hanno ottenuto di costituirsi parte civile. 

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