Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca San Giovanni Gemini

"Bancarotta fraudolenta", il tribunale: "Il fatto non sussiste": assolto commercialista

Era accusato di avere distratto, in pregiudizio dei creditori, a fronte di attività e passività accertate per circa 15 milioni di euro, beni di pertinenza della società e in particolare 60 capi di bestiame

Assolto perché "il fatto non sussiste" dall’accusa di bancarotta fraudolenta. È stato completamente smontato dalla sentenza del tribunale di Palermo, che non è stata impugnata dalla Procura ed è già definitiva, l’impianto accusatorio che aveva portato a giudizio il commercialista Antonino Lupo, di 47 anni, di San Giovanni Gemini. Lo riporta oggi il Giornale di Sicilia. Non essendo stata impugnata la sentenza è già irrevocabile e scagiona il commercialista agrigentino che, secondo l’accusa, nella qualità di legale rappresentante della "Gemini srl", società che operava nel settore caseario, dichiarata fallita nel 2009, avrebbe omesso di tenere i libri e le scritture contabili prescritti dalla legge nei tre anni antecedenti la dichiarazione di fallimento ed in particolare di avere omesso del tutto la tenuta delle scritture obbligatorie negli anni 2008-2009.

Era accusato di avere distratto, in pregiudizio dei creditori, a fronte di attività e passività accertate per circa 15 milioni di euro, beni di pertinenza della società e in particolare 60 capi di bestiame che sarebbero stati ceduti, secondo l’accusa, senza alcuna documentazione comprovante la cessione. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna di Lupo alla pena di 5 anni di reclusione. Tre i capi d’imputazione che gli venivano contestati, ma la quarta sezione penale del tribunale di Palermo, accogliendo la tesi difensiva, rappresentata dall’avvocato Antonino Tornambè, ha escluso ogni responsabilità del legale rappresentante della società. 

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