"Tante società farlocche con un'unica finalità: svuotarle e fare sparire i beni", il gip spiega i passaggi

L'operazione "Malebranche" ha fatto finire agli arresti domiciliari due interi gruppi familiari che avrebbero gestito una "galassia" di imprese

La Finanza esegue il sequestro al negozio Pelonero di San Giusippuzzu

Cambiavano l'intestatario formale, il nome della società, i locali ma tutto sarebbe stato riconducibile sempre alla stessa famiglia. Un'attività di apertura e chiusura di aziende che aveva come finalità quella di portarle al fallimento pilotato, preceduto dallo svuotamento di beni e risorse. Una delle imprese più recenti della "galassia Pelonero-Sferrazza" è la Calzature e giocattoli.

"A fronte dì tali cariche formali indicate - si legge negli atti dell'inchiesta, si ribadisce che il vero gestore della società è risultato essere Gioacchino Sferrazza. La società svolgeva un ruolo determinante nei contestati fatti di bancarotta di talune delle società fallite e appartenenti al Gruppo, mediante l'acquisizione al proprio patrimonio di beni delle medesime società fallite che, dunque, venivano sottratte alla possibilità di un riparto".

Il gip, quindi, spiega il meccanismo sottolineando che l'impresa, come già era accaduto per altre negli anni precedenti, entra in possesso di beni e mezzi che erano stati distratti da altre imprese. "Era un giro di imprese - aveva spiegato il procuratore Luigi Patronaggio in occasione della conferenza stampa in cui ha illustrato i dettagli dell'operazione "Malebranche", eseguita dalla Guardia di Finanza - create appositamente per essere svuotate, nel momento in cui il volume di affari era maturo, facendo sparire beni e denaro che poi confluivano in un'altra azienda con altri prestanome della stessa famiglia o, comunque, del loro gruppo di collaboratori".

Le accuse contestate sono di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio. Nessun dubbio, da parte del giudice Luisa Turco che ha emesso l'ordinanza, circa l'esistenza del vincolo associativo, contestato ai nove componenti della famiglia Sferrazza e alla commercialista Graziella Falzone.
 

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