Azzerato il Consiglio del Parco archeologico, Firetto: "Giustizia è fatta"

Lo ha stabilito un decreto dell’assessore regionale ai Beni culturali, Aurora Francesca Notarianni, con cui è stato parzialmente annullato il precedente provvedimento

Il tempio della Concordia

Azzerato il Consiglio d’amministrazione del Parco archeologico della Valle dei Templi. Lo ha stabilito un decreto dell’assessore regionale ai Beni culturali, Aurora Francesca Notarianni, con cui è stato parzialmente annullato il precedente provvedimento di nomina dei componenti del Consiglio.

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L'assessore dà, dunque, ragione al Comune di Agrigento che aveva presentato un ricorso al Tar contro il decreto dell’ex assessore Carlo Vermiglio, dopo accese polemiche. Al centro dello scontro il Consiglio di gestione dell'ente Parco della Valle dei Templi. Nel precedente decreto assessoriale, il sindaco Lillo Firetto ed il direttore del Parco, Giuseppe Parello, facevano parte del Consiglio, ma soltanto con potere consultivo e senza diritto di voto. 

Nello specifico, l’assessore Notarianni ha annullato gli articoli del precedente decreto, che prevedevano la composizione del Consiglio del Centro regionale per l’inventario e la catalogazione, del Centro regionale per la progettazione ed il restauro e, appunto, del Consiglio del Parco archeologico

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Soddisfatto il sindaco di Agrigento Lillo Firetto. "Da un punto di vista formale e sostanziale - afferma il sindaco - si pone riparo ad un errore di valutazione commesso dal precedente assessore, che avevamo rilevato e contro il quale avevamo già proposto un ricorso al Tar. Giustizia è fatta, la città torna ad avere voce. Da un punto di vista formale, si restituisce legittimità e buon governo al Parco archeologico, perché si aboliscono gli effetti di una normativa che era in contrasto con la Legge regionale 9 del 2015, che stabiliva i criteri delle nomine del Consiglio del Parco di Agrigento".

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Firetto: "Sopruso intollerabile"

"Dal punto di vista sostanziale, - prosegue Firetto - si ristabilisce il concetto di competenza e rappresentatività del Consiglio del Parco, laddove è prevista la presenza con diritto di voto al sindaco, annullando di fatto lo squilibrio di una delega affidata con pieni poteri soltanto a due rappresentanti nominati dall'Assessore regionale, nonché al soprintendente dei Beni culturali di Agrigento. La città torna ad essere presente e le attività del Parco tornano ad essere comprese in una logica di promozione e di sviluppo territoriale. E' nostra intenzione, a questo punto, nello spirito collaborativo con gli organi della Regione, rinunciare all'azione legale innanzi al Tribunale amministrativo regionale. Rivolgo un ringraziamento al presidente uscente, Bernardo Campo, e agli altri componenti del Consiglio per il lavoro svolto dal loro insediamento". 

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