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Il Comune di Agrigento

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"Azzero il sondaggio per la democrazia partecipata", Firetto cerca nuova modalità di voto

Poco più di 700 le preferenze registrate. Una ventina i tentativi di "forzare" il sistema. Adesso al vaglio sono anche modalità alternative: probabilmente l'opzione migliore sarebbe quella del "doppio canale", telematico e fisico

Dopo la chiusura anticipata del sondaggio, l'"azzeramento" dei voti già espressi. La notizia è confermata dallo stesso sindaco Lillo Firetto che, dopo aver consultato assessori e tecnici, oltre al fornitore del software, e pur dicendosi certo che non si siano verificati casi di votazioni "plurime" grazie alla presenza di indirizzi ip sempre diversi e ad orari "congrui", ha optato per la "tabula rasa".

Questo in attesa di definire il nuovo metodo con il quale fugare "anche solo i dubbi di anomalie". Adesso al vaglio sono anche modalità alternative per l'espressione del voto: tra queste, l'insediamento di una sorta di "seggio", una postazione nelle biblioteche comunali che consenta l'accertamento dell'identità del votante. Seppure anche in questo caso si potrebbero riscontrare dei limiti oggettivi: non tutti potrebbero essere nelel condizioni di votare "fisicamente", così come non tutti sono in grado di farlo telematicamente. Probabilmente l'opzione migliore sarebbe quella del "doppio canale", con tanto di autenticazione dopo una registrazione per il rilascio di username e password per chi volesse votare online, e con dei punti in cui votare "fisicamente".

La decisione dell'amministrazione giunge a poche ore dalla polemica sorta per le difficoltà riscontrate da chi affermava di non aver potuto esprimere alcuna preferenza: il problema pare fosse legato alla presenza di cookie che "leggevano" l'accesso dell'utente che avesse già votato nella prima tornata come un tentativo di rivotare.

In questa seconda tornata, infatti, seppure il programma abbia retto, come sottolinea il primo cittadino, pare che qualcuno abbia tentato di forzare il sondaggio per cercare di votare più volte: in totale una ventina di utenti. E rispetto al numero di agrigentini che aveva espresso una preferenza fino alla chiusura (poco più di 700), Firetto non ha dubbi: "Sono obiettivamente pochi, specie per la mia idea di democrazia partecipata: si tratta dell'1per cento circa della popolazione". Ottimista sulle cause della scarsa partecipazione: "E' un istituto nuovo, piano piano sarà pienamente fruito anche questo 'spazio di partecipazione'".

Parlando della sicurezza e affidabilità del sistema adottato, poi, ammette: "Aveva obiettivamente qualche limite, seppure siano state introdotte misure per evitare questo genere di azioni (il riferimento, tra le altre cose, è all'introduzione di "captcha", che però assicurano, e nemmeno tanto, che si tratti di un essere umano e non di un software a tentare di esprimere una preferenza, ndr). Chi tra l'1 e le 3 di notte ha tentato di 'sabotare' il risultato non saprei nemmeno come qualificarlo - ha aggunto il sindaco -. E comunque non si tratta di democrazia partecipata matura in questi casi. Il coinvolgimento dei cittadini è essenziale perché si dia seguito a quanto voluto dal parlamento regionale, ma ciò era ed è anche un obiettivo programmatico di questa Amministrazione: uno dei miei obiettivi programmatici è allargare la base.

E' giusto annullare tutto perchè per me contano sopra ogni cosa trasparenza e chiarezza. Non abbiamo ancora stabilito il nuovo metodo di voto, è un dato di fatto che non si sono piattaforme o programmi inattaccabili in internet. Cercheremo un migliore sistema che non sarà comunque perfetto. Sto consultando esperti del settore, ma fino a quando non capiremo il metodo da adottare non avremo una data di riapertura", ha concluso Firetto.

Nei giorni scorsi si sono registrati gli appelli dello stesso sindaco ad usare comunque lo strumento che consente la partecipazione democratica per la spesa di queste somme. Sullo stesso argomento sono intervenuti i "Volontari di strada" per invogliare gli agrigentini a votare il sostegno alla povertà. Ma anche i consiglieri Carlisi, del Movimento cinque stelle, e Gibilaro, per evidenziare i limiti del procedimento e "conoscere i provvedimenti politici o amministrativi che hanno definito le sei opzioni poste a votazione".

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