rotate-mobile
L'Sos

Amministratori vittime di intimidazioni, minacce e odio sui social: i sindaci scrivono al ministro dell'Interno

I primi cittadini chiedono di "disinnescarne il potenziale conseguente pericolo con iniziative mirate sul territorio"

Sempre più esposti, sistematicamente nel "mirino". Sono gli amministratori locali e il sindaco di Naro, Maria Grazia Brandara, ha scritto - a nome anche dei suoi colleghi - al ministro dell'Interno chiedendo di "disinnescarne il potenziale conseguente pericolo”. Brandara aveva, fra l'altro, preannunciato questo "Sos" dopo l'intimidazione di cui è stato vittima il sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo. 

Accuse, insulti e minacce di morte: lettera anonima recapitata al Comune per il sindaco 

Anche in questa provincia gli atti intimidatori sempre più frequenti, così come le dimostrazioni di odio sui social network, mentre le "macchine" comunali sono bloccate da carenza di risorse economiche e normative troppo stringenti. “Le manifestiamo - scrivono i sindaci dell'Agrigentino -  la nostra più viva preoccupazione per la frequenza che si fa sempre più assidua con la quale si è costretti a registrare vili attacchi che hanno come obiettivo i sindaci, ovvero donne e uomini dello Stato impegnati tra le 12 e 15 ore al giorno nel tentativo di sciogliere i complicati nodi che avviluppano un po' tutte le realtà del Paese ed in modo particolare quelle del Sud”.

L’ultimo caso in ordine di tempo è, stata appunto, la lettera di minacce e insulti ricevuta dal sindaco di Canicattì. "Sembrerebbe trattarsi di un fenomeno tendente a cronicizzarsi, nella indifferenza generale, quando non addirittura nella complice approvazione di taluni cittadini, indotti a ritenere responsabili i sindaci di tutti mali della loro comunità, - prosegue la lettera inviata al ministro - . Alla mancanza di risorse economiche fa il disastroso paio la mancanza di risorse umane derivante dal fatto che ultime massicce assunzioni nei Comuni dell'isola risalgono all'ormai lontanissimo 1989. Da allora l’organico si è sempre e solo via via sempre più assottigliato non a determinare vuoti in organico non colmabili neppure con la più stringente delle rideterminazioni”. Ad oggi sono quindi in serio rischio i servizi e persino il recupero dei crediti dei Comuni.

“Questa diffusa condizione, a nostro avviso - continua la lettera - insieme all'inasprirsi della crisi economica e sociale che sta esasperando le nostre comunità, è alla base del malcontento sociale e che, nella parte malata dei cittadini, complice l'anonimato, sfocia in azioni di odio o di istigazione ad esso attraverso i social, impone a parere di chi scrive un’attenta e urgente riflessione affinché si assumano le contromisure necessarie ed idonee ad evitare che questa minoranza malata della società civile possa prendere il sopravvento sulla maggioranza laboriosa ed onesta ma non per questo insofferente delle stesse difficoltà”.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Amministratori vittime di intimidazioni, minacce e odio sui social: i sindaci scrivono al ministro dell'Interno

AgrigentoNotizie è in caricamento