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(foto ARCHIVIO)

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Nuovi casi di avvelenamento di cani randagi: usato lo stesso prodotto "killer"

Le analisi non lasciano dubbi sull'origine dell'antiparassitario usato per uccidere nei giorni scorsi due animali

A Sciacca si continuano ad uccidere i cani randagi, e lo si continua a fare sempre nello stesso modo. A raccontarlo è l'edizione odierna del Giornale di Sicilia, la quale rivela che nella città marinara un paio di mesi fa, nella zona di contrada Cutrone, sono stati ritrovati altri due animali avvelenati con l'uso del Parahion, un antiparassitario che si utilizzava in agricoltura.

Un prodotto molto tossico, non più in vendita da anni in Italia - riporta il quotidiano palermitano - ma tristemente noto a Sciacca: è infatti lo stesso prodotto impiegato per la strage di cani del febbraio 2018 in contrada Muciare, quando gli animali uccisi furono 30.

Resta altissima l'attenzione delle associazioni animaliste e delle forze dell'ordine per tentare di individuare la mano criminale che è dietro questi atti irresponsabili e crudeli. Intanto il randagismo continua ad essere un fenomeno poco gestito che porta con sé delle conseguenze. Il Comune, riporta sempre il Giornale di Sicilia, è stato condannato due volte per la morte di due cani di compagnia uccisi da branchi di randagi.

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