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Libero consorzio comunale

Autolavaggi sequestrati o chiusi: creato un pool per smaltire le istanze degli imprenditori

Sono tanti gli imprenditori, consapevoli di non avere le necessarie autorizzazioni ambientali, che stanno cercando di regolarizzare la propria posizione

Sono più di 10 gli autolavaggi che, fra Agrigento e paesi limitrofi, sono stati sequestrati in circa due mesi: tutti scaricavano illecitamente le acque reflue, non sottoposte ai trattamenti imposti dalla legge, derivati dall'attività. Il Libero consorzio comunale, visto che si sta creando una vera e propria emergenza: decine e decine le auto incolonnate nei pochissimi impianti rimasti aperti, ha deciso di costituire un gruppo di lavoro per smaltire l'imprevista presentazione delle istanze degli imprenditori che stanno cercando di regolarizzare la propria posizione. 

È la stessa ex provincia regionale a parlare di una "delicata situazione". E questo perché alle chiusure imposte si stanno aggiungendo anche quelle volontarie. E lo stanno facendo i titolari di impianti di autolavaggio che sanno di non essere in possesso delle necessarie autorizzazioni ambientali. Ecco, dunque, perché l'ufficio Ambiente del Libero consorzio ha deciso di correre ai ripari. 

"Trattandosi di un provvedimento complesso di autorizzazione unica ambientale, nel quale sono coinvolti i Comuni che esprimono appositi pareri in materia di scarico e impatto acustico, gli interessati possono attivarsi - rendono noto dal Libero consorzio comunale di Agrigento - presentando apposita istanza agli sportelli unici per le attività produttive (Suap) competenti, corredata dei prescritti pareri".

E' stata predisposta un'apposita scheda sulla procedura da seguire, reperibile al link:

https://www.provincia.agrigento.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11231?uniq=10de6fde136b3a3c8845f08638233e7eb

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