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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Microcriminalità / Canicattì

Raffica di furti di auto nell'Agrigentino e nel Nisseno, inchiesta ad una svolta: arrestato 34enne di Canicattì

Ad eseguire la misura cautelare in carcere a carico del nullafacente, firmata dal gip su richiesta della Procura, sono stati gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Caltanissetta

E' sospettato d'essere l'autore della raffica di furti di auto messi a segno nel Nisseno ed Agrigentino. Almeno una quarantina, o forse qualcuna di più, le vetture - Fiat Panda e Fiat Punto per la maggior parte - che sarebbe riuscito a portar via con l'aiuto di più complici. Lo hanno arrestato gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Caltanissetta in esecuzione di una misura cautelare firmata dal gip del tribunale Nisseno, su richiesta della Procura. Ha 34 anni il canicattinese, G. S., che è stato portato in carcere. E al momento dell'arresto - effettuato a Canicattì - sarebbe stato trovato in possesso di una Fiat Panda rubata di recente proprio nella città dell'uva Italia. 

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Si tratta dello stesso canicattinese che, lo scorso fine aprile, era stato arrestato - per le ipotesi di reato furto aggravato, ricettazione di auto rubata, possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli, violazione delle prescrizioni della misura della sorveglianza speciale, inottemperanza al foglio di via obbligatorio che era stato firmato dal questore di Agrigento - dalle Volanti di Agrigento. Allora, in attesa della direttissima, venne posto ai domiciliari. 

Trovato con una macchina rubata e refurtiva: arrestato 34enne sorvegliato speciale

Era stato trovato a San Leone in possesso delle chiavi di un’autovettura, una Toyota Yaris: macchina che era risultata rubata pochi giorni prima, il 21 aprile per la precisione. All’interno dell’utilitaria vennero trovati – durante la conseguente perquisizione – attrezzi atti allo scasso, nonché la refurtiva di un furto che era stato messo a segno poco prima, secondo l’accusa, proprio trentaquattrenne su un’altra autovettura. Si tratta in particolare di un giubbotto, di alcune monete per un valore complessivo di 30 euro e di due paia di occhiali. 

Ma il trentaquattrenne, più volte denunciato dai poliziotti del commissariato di Canicattì alla Procura di Agrigento, era finito - naturalmente per più fitto riserbo - anche in una inchiesta della Squadra Mobile di Caltanissetta. Un'attività investigativa che è stata coordinata in maniera celerissima dalla Procura Nissena che ha chiesto appunto ed ottenuto la misura cautelare del nullafacente canicattinese. 

Non ci sono conferme istituzionali, non potrebbero essercene naturalmente. Ma l'attività investigativa, appare scontato, che prosegua - tanto a Canicattì, quanto a Caltanissetta - per identificare i complici sui quali avrebbe fatto, dopo i furti, affidamento. 

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