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La presa di posizione

Auto posteggiate male e liti furibonde, il prefetto: "Abitudini non più tollerabili, questa è violenza privata"

I due agrigentini che hanno preso a manganellate l'autista del pullman sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio e porto abusivo di oggetto atto a offendere. Per le lesioni personali sarà necessaria la querela di parte

"Non ci sarà alcuna tolleranza. Ci sono telecamere dappertutto e verranno beccati e identificati. Si farà la denuncia all'autorità giudiziaria e sarà cura, su mio impulso alle forze di polizia, di non mollare il caso fino a condanna. Non è tollerabile, adesso basta! Questa non è sosta vietata, quindi una violazione alla normativa del codice penale. Questo è un reato, si chiama violenza privata". Lo ha detto il prefetto di Agrigento, Filippo Romano, in merito a quanto accaduto negli scorsi giorni in via Imera dove, a causa di un'autovettura posteggiata male e che ostruiva il passaggio a un pullman di linea, è scoppiato il parapiglia. 

Auto blocca il passaggio del pullman di linea, scoppia il parapiglia: coppia prende a manganellate l'autista

Un uomo e una donna - durante una furibonda lite - hanno aggredito l'autista del pullman. L'empedoclino, un cinquantacinquenne, è stato colpito alla testa con un manganello. L'uomo non è rimasto ferito in maniera grave, tant'è che è stato medicato direttamente per strada, senza alcun ricorso né alla guardia medica, né all'ospedale San Giovanni di Dio. I due - lui di 43 anni e lei di 52 anni - sono stati subito identificati e nelle ultime ore è stata formalizzata, dai carabinieri, la denuncia a loro carico. Le ipotesi di reato contestate sono: interruzione di pubblico servizio e porto abusivo di oggetto atto a offendere. Per le lesioni personali, comunque lievi, sarà necessaria la querela di parte della persona offesa, ossia dell'empedoclino. 

Il prefetto Filippo Romano che si è trovato ad assistere, in piazza Aldo Moro, ad una lite furibonda scoppiata sempre per lo stesso motivo: un pullmino era posteggiato praticamente in curva e l'automobilista non riusciva a entrare in via Atenea, visto il ripetersi di episodi analoghi non ha dubbi: si deve procedere con le denunce per violenza privata, non soltanto con la multa per sosta vietata. La ratio legis della fattispecie violenza privata è "l'esigenza di reprimere fatti di coercizione non contemplati in altre norme, così da tutelare la libertà morale, nonché la libertà fisica e di locomozione dei soggetti".

Certo servirà la querela di parte per procedere per violenza privata (anche se la fattispecie è perseguibile d'ufficio se il fatto riguarda un incapace, per età o infermità), ma la pena edittale è la reclusione fino a 4 anni.

Visto che le contravvenzioni per il mancato rispetto del codice della strada, e la polizia municipale ne ha fatte a centinaia e centinaia, non sono servite ad "educare" al rispetto delle regole, che garantiscono in questo caso anche la libertà di movimento, adesso - e il proposito è proprio questo - è tempo di cambiare e, se possibile, denunciare all'autorità giudiziaria.  

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