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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
La truffa / Canicattì

Si "innamora" di un'auto su internet e decide di comprarla: sborsa 12.500 euro ... per niente

La somma residua di 5 mila euro, come da accordi, sarebbe stata versata all’arrivo dell'Audi A4, cosa che però non è mai avvenuta

Vede, su un sito internet, una Audi A4 TDI Sport Avant e se ne innamora. Quella macchina, al prezzo di 18.900 euro, doveva essere sua. Contatta il venditore ed effettua quasi subito un bonifico di 2.500 euro, quale acconto. Pochi giorni dopo sborsa, sempre con bonifico bancario, altri 10 mila euro per fare in modo che si procedesse al passaggio di proprietà e all’invio della macchina. La somma residua di 5 mila euro, come da accordi, sarebbe stata versata all’arrivo dell’autovettura. Una Audi A4 che, a Canicattì, non è però mai arrivata perché a un certo punto il venditore, cambiando atteggiamento, avrebbe iniziato a sostenere che la bisacca gli sarebbe costata euro 500 ed erano troppi e che, piuttosto, l’avrebbe portata lui fino a destinazione. Infine, il venditore – o presunto tale – ha accampato problemi di salute della figlia che era stata ricoverata in ospedale.

Da quel momento in poi, il procacciatore d’affari cinquantunenne di Canicattì ha iniziato a subodorare che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Ne ha avuto, poi, la conferma quando il venditore è praticamente sparito nel nulla.

E al canicattinese, che appunto non ha mai visto arrivare la fiammante autovettura a Canicattì, non è rimasto altro da fare che correre in commissariato e raccontare, quanto suo malgrado, gli era capitato. E’ stata formalizzata una denuncia per truffa e l’uomo ha fornito tutto quanto era in suo possesso – numeri di telefono, di conto corrente, schede sanitarie e fotografie – per fare in modo che gli agenti riescano a rintracciare, ed il più rapidamente possibile il truffatore. Un delinquente che, di fatto, s’è appropriato non di 100 e neanche di 500 euro, ma di ben 12 mila euro del canicattinese.

Gli agenti del commissariato di Canicattì hanno avviato le indagini e mirano a fare rapidamente per dare un esatto nome e cognome all’autore del caro, anzi carissimo, raggiro in cui è incappato il canicattinese.

Quanto avvenuto non è certamente il primo caso, e forse non sarà neanche l’ultimo, che si registra nell’Agrigentino.

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