Ausiliari della polizia locale, l'idea è diventata realtà: c'è il primo associato

Si chiama Davide Bonfissuto ha 32 anni ed è pronto ad iniziare: "Non ho avuta alcuna benché minima esitazione ad aderire"

Una panoramica di Licata

Licata ha il suo servizio di volontari ausiliari di polizia Locale. La sede si trova al comand provinciale della Municipale. "Si tratta di un  servizio che prevede l’istituzione di attività di volontariato a supporto della polizia Municipale - spiega il comandante Giovanna Incorvaia - impegnata in attività di vigilanza, di dissuasione e di prevenzione di atti e comportamenti contrari alle norme e alle regole del corretto vivere civile. L’attività è svolta in collaborazione con gli Agenti del nostro comando e sotto le direttive del comandante o di un suo delegato, e non potrà mai essere sostitutiva dei compititi e delle funzioni istituzionali della Polizia Municipale. 

Possono fare parte di questo nucleo gli ex appartenenti al corpo di polizia Municipale e/o di altri corpi e/o Armi, congedati senza demerito; tutti i cittadini residenti nel Comune di Licata che abbiano compiuto 18 anni, siano in possesso dei requisiti morali e civili richiesti a chiunque svolga un pubblico servizio e che si dichiarino disposto  a prestare la propria opera gratuitamente, nel rispetto delle norme generali di legge, dello statuto e dei tegolamenti comunali.  Potranno essere aggregati al Servizio Volontari Ausiliari della Polizia Locale, per la durata della sanzione penale e mediante le procedure previste dalla legge, i soggetti condannati a svolgere  lavoro di pubblica utilità. Licata ha già il suo primo associato, si tratta del 32enne Davide Bonfissuto. 

"Avuta notizia dell’iniziativa avviata dalla Polizia Municipale – sono le parole del giovane Bonvissuto – non ho avuta alcuna benchè minima esitazione ad aderire. Personalmente ho fatto una scelta di vita che mi porta in giro per il mondo, una vita 'on te road', vistando molti paesi poveri, e siccome dove arrivo di solito presto la mia attività di volontario, non ultima in Thailandia ed altri Paesi asiatici, negli  scorsi mesi di dicembre, gennaio e febbraio, dove già il coronavirus era un di più che un semplice pour parler, per cui è stato più che naturale mettermi al servizio della mia comunità locale".

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