Cronaca

L'attentato terroristico in Congo, il dolore del vice ambasciatore Saro Castellana

Il funzionario del ministero degli Esteri, a causa di un imprevisto è rimasto in ambasciata e non ha potuto seguire Luca Attanasio

"Ambasciatore, caro amico mio, piango per ogni momento passato insieme in questo Paese che tanto ci ha insegnato". E' con queste parole, postate sui social assieme ad una foto, che l'agrigentino Saro Castellana, funzionario del ministero degli Esteri e responsabile finanziario all'ambasciata italiana a Kinshasa in Congo, manifesta incredulità e dolore per l'agguato terroristico nel quale è stato ucciso l'ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci. I feretri sono già atterrati all'aeroporto militare di Ciampino a Roma. Ad attenderli, il presidente del Consiglio Mario Draghi, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini.  

Ad organizzare la visita umanitaria che doveva servire a verificare la distribuzione del cibo nelle scuole elementari, era stato proprio il vice ambasciatore agrigentino Saro Castellana. A causa di un imprevisto il funzionario è rimasto in ambasciata ed è partito soltanto l'ambasciatore Attanasio, suo fraterno amico da oltre 3 anni. L'ambasciatore Attanasio a marzo sarebbe dovuto rientrare in Italia per fine mandato, mentre Saro Castellana è stato già destinato - dal prossimo settembre - all'ambasciata del Cairo. 

Quanto è avvenuto in Congo è stato vissuto con grandissima apprensione anche ad Agrigento perché il papà di Saro Castellana, Giuseppe, è l'ex direttore del Parco archeologico di Agrigento. Proprio al padre, Saro Castellana avrebbe detto di sentirsi "un sopravvissuto". "Luca e mio figlio Saro, momenti di allegria ormai finiti - ha scritto, sempre sui social, postando la foto che viene pubblicata a corredo di questo articolo, l'ex direttore del Parco - . Solo pianto e dolore oggi. Che dolore. Erano impegnati in opere di solidarietà per i bambini del Congo e Luca ha trovato una barbara morte".

L'ambasciatore era arrivato a Goma già venerdì scorso, riferisce un comunicato della presidenza congolese. "L'ambasciatore è arrivato a Goma venerdì 19 febbraio 2021 alle 10:30 a bordo del jet della Monusco immatricolato 5Y/Sim. Alle 09:27 di lunedì 22 febbraio", viene aggiunto, "un convoglio di due veicoli del Programma alimentare mondiale 'Pam' è partito da Goma alla volta del comune di di Kiwanja, in territorio di Rutshuru".

E' illeso il terzo italiano che ieri viaggiava assieme all'ambasciatore Luca Attanasio e al carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci nel convoglio Onu attaccato in Congo. Rocco Leone, vice direttore del Pam nel Paese, secondo quanto si apprende, è stato portato in ospedale per controlli subito dopo l'agguato ma non ha riportato alcuna ferita. La moglie del cooperatore italiano dell'Onu superstite in Congo ha potuto parlare al telefono con il marito, che l'avrebbe rassicurata sulle sue condizioni. Le avrebbe detto di stare bene. Lo si apprende a Prato da amici dell'unico italiano sopravvissuto. Rocco Leone, direttore aggiunto del World Food Programme (Wfp), 56 anni, non risulta ferito nella sparatoria ma è ricoverato in un ospedale africano in stato di shock.

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