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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Ati, nominato il commissario regionale per passare alla gestione pubblica

Avrà poteri a tutto tondo e dovrà completare le procedure fin qui rimaste in sospeso da parte dell'Assemblea territoriale idrica e dei Comuni

Ati, arriva il commissario regionale, ma la sua "mission" è ben diversa da quella inizialmente pensata a progettata.

L'Assessorato, nella giornata di ieri, ha nominato un proprio funzionario ritenendo "l'intervento sostitutivo... necessario e opportuno al fine di assicurare il pieno soddisfacimento degli adempimenti di legge previsti e al fine di scongiurare la perdita dei finanziamenti del settore idrico". 

Ma cosa dovrà fare? Non occuparsi del Piano d'ambito e del proprio aggiornamento, visto che l'Ati nel frattempo ha affidato l'incarico (ma attivarsi semmai, in caso "di eventuale inadempimento da parte dell'Assemblea dei sindaci" nell'approvazione del nuovo piano, con i primi cittadini che avranno solo 15 giorni per votare) ma intervenire per la spinosa questione dei sindaci che hanno chiesto e ottenuto i benefici della gestione diretta, perché la costituzione dell'azienda speciale consortile,  "presuppone il completamento dell'attività propedeutica correlata alla definizione delle gestioni salvaguardate".

Servizio idrico, affidato l'incarico per la revisione del piano d'ambito

Iter, secondo la Regione, ancora in alto mare dato che non basta un semplice passaggio dagli uffici, come già avvenuto, stante che "come richiede l'ordinamento" ci deve essere un obbligatorio passaggio deliberativo in Assemblea dell'Ati, che pure aveva provato a sottrarsi a questo adempimento delegando la struttura burocratica.

Così il commissario, Mariannunziata Di Francesco, dovrà, inoltre, occuparsi in via sostitutiva all'affidamento del servizio idrico alla costituenda azienda speciale consortile, e la consegna alla stessa Azienda di "reti e impianti comunali rientranti nella gestione unica", oltre che la conclusione dell'iter di approvazione e aggiornamento della tariffa, anche questo non adottato dall'Assemblea Ati. 

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Messi in mora anche i Comuni che non hanno ancora votato lo statuto della Consortile: avranno 30 giorni a partire da ieri per approvarlo. Il commissario, dice il decreto, "potrà, in caso di protratta inerzia dei Consigli comunali.. adottare in luogo degli stessi le delibere di approvazioni", ma persino agire nei confronti dell'Ati per la realizzazione del rogito notarile che costituirà formalmente la società. Il commissario, dice il decreto, potrà inoltre "costringere" Comuni, Consorzi e Società a consegnare le reti e gli impianti alla nuova Consortile.

Basterà? Non è certamente il primo commissario che viene nominato dalla Regione con scopi di questa natura, e nel tempo, speriamo sia l'ultimo per traghettare il servizio idrico verso la tanto agognata gestione pubblica.

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