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Commissariamento Ati, il consiglio direttivo: "Indispensabile per andare avanti"

Il sindaco di Montevago si dimette dal direttivo e fornisce l'elenco dei comuni che non hanno ancora approvato lo statuto dell'azienda consortile che dovrà gestire il servizio idrico

 

Era il 28 settembre del 2019 quando l’Ati idrico di Agrigento, aveva deciso, ad unanimità dei sindaci, del ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico integrato mediante la formazione di un’azienda consortile.  Dopo quasi undici mesi, nonostante i solleciti della Regione, dell’azienda consortile non è  c’è traccia. Quindici comuni dell’Ati infatti, non hanno ancora approvato lo statuto della stessa. Ritardi che hanno indotto il governatore della Sicilia, Nello Musumeci ad annunciare il commissariamento dell’ambito territoriale idrico di Agrigento. 

Ati, i sindaci si consegnano a Musumeci: arriva un commissario per risolvere i problemi
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Sulla scelta  di  Palzzo d’Orlenas, il consiglio direttivo dell’Ati, ha replicato con una conferenza che si è svolta nella sede di via delle Industrie. 
I primi cittadini di Sciacca, Francesca Valenti  (presidente dell’Ati) unitamente ai sindaci di Santa Elisabetta (Domenico Gueli), di Montevago (Margherita La Rocca Ruvolo) e di Grotte (Alfonso Provvidenza), loro malgrado, hanno ritenuto indispensabile l’invio di un commissario per sbloccare l’iter del ritorno alla gestione pubblica dell’acqua.  Il sindaco di Montevago, Margherita la Rocca Ruvolo, ha annunciato le dimissioni dal coniglio direttivo e durante l’incontro con i giornalisti, ha anche fatto l’elenco dei comuni che non si sono ancora dotati dello statuto costitutivo dell’azienda consortile.   “Mi meraviglio, perché quando abbiamo votato la società consortile, il 27 settembre 2019, tutti i sindaci eravamo tutti d’accordo – dice la deputata  regionale La Rocca Ruvolo – avranno trovato delle resistenze nei consigli comunali”.  Il consigliere dimissionario del direttivo dell’Ati, che era subentrata dopo le dimissioni del sindaco di Favara, Anna Alba, dai microfoni di AgrigentoNotizie, ha ribadito l’elenco dei comuni ritardatari”.

“Agrigento, Camastra, Comitini, Casteltermini, Favara, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Naro, Porto Empedocle, Sant’Angelo Muxaro,  Santa Elisabetta, San Giovanni Gemini,  San Biagio Platani, Ravanusa e Sciacca”. All’incontro, erano presenti, fra gli altri anche i responsabili delle associazioni “Centro consumatori Italia, Konsumer e Coordinamento Titano”.
 

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