Acqua pubblica, diciassette Comuni chiedono di avere una gestione in house

Ai sedici "ribelli" si aggiunge San Giovanni Gemini, le richieste dovranno essere vagliate adesso dall'Ati, ma non tutte avranno parere positivo

(foto ARCHIVIO)

Gestione diretta delle risorse idriche, sono 17 i Comuni che stanno tentando di ottenere dall'Ati il riconoscimento dei benefici di legge.

L'Ati va a "caccia" di risorse idriche, ma i comuni "ribelli" non collaborano

Nei giorni scorsi i 16 comuni "ribelli", più quello "consegnatario" di San Giovanni Gemini hanno infatti scritto all'Ambito territoriale ottimale chiedendo di poter ricorrere all'articolo 147 della legge regionale sull'acqua pubblica del 2015 che consente ai comuni che ricadono dentro parchi naturalistici e possono contare su sorgenti di "acqua pregiata" di mantenere la gestione diretta. Un "paracadute" pensato appositamente per i comuni "ribelli" in quel disegno di legge che però, carte alla mano, potrebbe valere solo pochissimi casi. Per tutti gli altri l'Ati dovrebbe, dato il parere negativo, provvedere ad un'azione sostitutiva, che tra l'altro la Regione sta invocando rispetto all'avvio di interventi sulle infrastrutture idriche. La procedura, comunque, non si annuncia di breve risoluzione.

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