Sindaci in rivolta contro i limiti alle assunzioni: "Con quota cento avremo personale insufficiente"

Capofila dell'iniziativa è Maria Grazia Brandara: "Pronto un disegno di legge per chiedere l'abolizione dei vincoli"

"Nell’attuale momento, proprio mentre si cerca di uscire dall’emergenza sanitaria determinata dal covid-19, molti Comuni della Regione Sicilia devono affrontare un’altra emergenza: quella della mancanza di personale qualificato". L'allarme arriva dal Comune di Naro che, con una nota, solleva il problema.

"Il collocamento a riposo con quota cento di molti dipendenti comunali - si legge sempre nel documento - ha davvero messo in ginocchio i Comuni che hanno visto crescere inesorabilmente i posti vacanti nelle dotazioni organiche. A ciò si aggiunga che sono state e sono considerate nuove assunzioni le stabilizzazioni di personale precario part-time che già lavorava con contratto a termine ma ininterrottamente da almeno 20 anni nello stesso posto di lavoro in cui è stato stabilizzato verrà stabilizzato dai comuni siciliani".

L'ente sollecita il varo di una legge "che consenta agli enti locali siciliani di poter assumere, senza soglie e senza limiti, nei posti vacanti dell’organico che riguardano le qualifiche apicali".

I sindaci dei comuni dell’Agrigentino, quindi, con in prima fila quello di Naro, Maria Grazia Brandara, hanno stilato un disegno di legge che consenta tali assunzioni e l’hanno sottoposto all’attenzione dei parlamentari nazionali siciliani, nella speranza che i Comuni siciliani possano tornare ad avere personale qualificato nei posti apicali.

“Purtroppo - commenta Brandara -, la nuova normativa sulle soglie assunzionali che ha abolito il turn over e imposto vincoli notevoli alle nuove assunzioni si riflette sull’azione amministrativa che diviene sempre più lenta e difficoltosa a causa della mancanza di personale apicale qualificato. Al Comune di Naro, per esempio, l’Ufficio Tecnico non ha personale laureato; non ha personale laureato nemmeno la ragioneria e i servizi finanziari; c’è una sola assistente sociale part-time; sono stati collocati a riposo con pensione quota cento il vicesegretario e il responsabile dell’ufficio stipendi e pensioni. Insomma, una carenza di personale davvero notevole che non può essere agevolmente colmata per via della vigente normativa". 

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Brandara aggiunge: "Di qui, la nostra richiesta di una legge che ricalchi un po' quanto avvenuto nell’anno 1988 quando lo stato autorizzò la Regione Siciliana a importanti deroghe in materia di assunzione di personale, per combattere la criminalità organizzata all’interno della pubblica amministrazione locale”.

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