Assalti razziali e blasfemi alla tenda delle suore, due condanne definitive: un imputato in carcere

Il trentenne Davide Cipolla, nelle prossime ore, sarà arrestato per espiare la pena a 4 anni e 8 mesi di reclusione; tre anni per il noto "portatore di San Calogero" Biagio Licata

Ricorsi inammissibili e, quindi, condanne definitive per i due imputati. La Corte di Cassazione, quasi undici anni dopo i fatti, ha messo la parola fine sul caso degli assalti razziali e blasfemi alla tensostruttura del Viale della Vittoria, nel centro di Agrigento. Per Davide Cipolla, 30 anni, condannato a 4 anni e otto mesi, nelle prossime ore si apriranno le porte del carcere per scontare la pena. Il secondo imputato, Biagio Licata, 33 anni, peraltro molto noto in città per essere uno degli storici "portatori di San Calogero", proverà ad evitarlo chiedendo la detenzione domiciliare o l'affidamento in prova ai servizi sociali dovendo scontare una condanna a tre anni. 

I due imputati erano accusati di lesioni, danneggiamento, percosse e ingiuria con l'aggravante dell'odio razziale. Alcune singole imputazioni sono cadute per effetto della prescrizione o della depenalizzazione che ha ridotto leggermente le condanne fra primo grado e appello. I due imputati (difesi dagli avvocati Salvatore Pennica, Alesssandro Marchica e Giovanni Aricò) dovranno anche risarcire la vittima del brutale pestaggio, il custode eritreo della struttura mobile gestita dalle suore che accoglieva persone disagiate, che si è costituito parte civile con l’assistenza dell’avvocato Leonardo Marino. Due le aggressioni al centro del processo.

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La prima è avvenuta il 23 novembre del 2008. Cipolla e Licata assaltarono in piena notte la tenda e colpirono con calci e pugni all'occhio e in testa il custode etichettandolo con insulti volgari e razzisti. L'irruzione comporta anche il danneggiamento del tendone che viene strappato. L’aggressione più grave, anche in quel caso del tutto immotivata e gratuita, è avvenuta il 25 gennaio del 2009 a distanza di tre mesi dalla prima. Cipolla e Licata fanno ancora irruzione all’interno della tenda aggredendo il custode quarantenne con calci e pugni e usando come arma per picchiarlo una grossa croce di legno. Lo straniero, a cui sarebbero stati rivolti ancora insulti razziali, riportò un trauma cranico e la frattura del braccio. I due giovani, bloccati subito dai carabinieri, si sarebbero anche accaniti contro gli arredi della struttura devastando un quadro con un’immagine sacra. La pena inflitta a Cipolla è superiore rispetto all’altro imputato per i gravi precedenti del ragazzo che tredici anni fa, nella stessa piazza Cavour, dove si trovava la tenda delle suore, colpì un ventenne all’occhio con un colpo di cacciavite provocandone la morte a distanza di molti mesi e quando sembrava che la sfortunata vittima potesse salvarsi e aveva dato importanti segnali di miglioramento. 

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