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Tribunale

"Morì perché non diagnosticarono la dissecazione dell'aorta": chiesti oltre 700mila euro

Il giudizio penale si è già concluso con un'archiviazione da parte del gip del Tribunale di Sciacca

Morì in una corsia di ospedale perché, secondo l'accusa della famiglia, non gli venne diagnosticata una dissecazione dell'aorta in corso. Adesso i parenti di un paziente agrigentino chiedono un risarcimento da oltre 700mila euro.

Si terrà a metà aprile la prima udienza di un processo civile intentato dai congiunti di un uomo morto nell'estate di due anni fa a causa - è l'accusa - di un caso di malasanità.

Il paziente si era rivolto ad un pronto soccorso del territorio - il cui nome è omissato negli atti pubblicati dall'Asp - ma era deceduto perché nessuno gli avrebbe diagnosticato una dissecazione dell'aorta in corso. 

La vicenda era già passata davanti un giudice, ma si era concluse favorevolmente per l'Azienda sanitaria: il Gip del tribunale di Sciacca aveva infatti disposto l'archiviazione in quanto gli "elementi acquisiti nelle indagini preliminari, non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna".

Nonostante questo i familiari dell'uomo hanno deciso di intraprendere anche la procedura civile per chiedere un risarcimento da oltre 726mila euro per danni arrecati dalla morte dell'ex paziente.

Un'azione legale rispetto alla quale l'Asp si sta costituendo in giudizio "pur non essendo ancora pervenuta la documentazione sanitaria e le relative relazioni dalle strutture interessate" e ritenendo di dove chiamare come testi i medici che sono stati archiviati.

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