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Raid vandalici / Villaggio Mosè

Raid sacrilego al Villaggio Mosè: banda si intrufola nell'asilo, distrutta statua della Madonna

Dalla struttura comunale che si occupa dei piccolissimi sono stati portati via oggetti di poco valore

Non è stato un “semplice” raid vandalico. O comunque non soltanto. Ma è stato un vera e propria azione sacrilega. Qualcuno - senza essere visto, né tantomeno sentito – è riuscito ad intrufolarsi nell’asilo nido comunale di via Lucrezio al Villaggio Mosè, ha messo tutto a soqquadro, portando via oggetti di poco valore, ma ha anche devastato la statua votiva della Madonna.

A fare la scoperta, al momento della riapertura, dell’asilo nido sono stati alcuni operatori della struttura. Subito, fra choc e sdegno, è stato lanciato l’allarme e sul posto – in via Lucrezio, appunto, - si sono precipitate le pattuglie dei carabinieri. I militari dell’Arma hanno raccolto la denuncia, a carico di ignoti, formulata dalla dirigenza scolastica e hanno avviato le indagini. Non sarà semplice perché, a quanto pare, chi ha agito non s’è lasciato alle spalle tracce o indizi, ma i carabinieri confidano di riuscire a trovare degli elementi per arrivare all’identificazione dei vandali sacrileghi. Non ci sono spiegazioni logiche in quello che è accaduto. Non ne hanno mai i raid vandalici, di fatto. Ma a maggior ragione non ce n’è in questo caso dove, appunto, è stata distrutta la statua della Madonna che fungeva come madre accogliente e rassicurante per i piccini.

Non è stato reso noto – c’è il massimo riserbo al riguardo – se sull’asilo nido vi siano o meno degli impianti di video sorveglianza. Appare scontato però che qualora esistessero delle telecamere poste a protezione della struttura scolastica, o nelle immediate adiacenze, i carabinieri acquisiranno le immagini per provare a recuperare indizi per identificare i balordi.

Sono stati portati via oggetti di poco valore. E questo è un dettaglio che potrebbe anche far restringere il campo investigativo. Non è escluso infatti che quel raid vandalico, trasformatosi in sacrilego, possa essere stato messo a segno da qualche banda di ragazzacci abitanti nello stesso quartiere commerciale. Spetterà però alle indagini – che ieri risultavano essere ancora in forma embrionale – stabilire chi effettivamente si è “macchiato” di un gesto tanto ignobile. Gesti che, un po’ in tutta la provincia, hanno comunque, purtroppo, dei precedenti. La distruzione della statua della Madonna ha, infatti, sollevato un coro unanime di sdegno da parte di chi, per lavoro o perché porta i figli all’asilo nido, frequenta la struttura comunale di via Lucrezio.

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