Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Ars negata a Cuffaro, Ardizzone: "Presenza inopportuna"

Era previsto ieri un convegno sul tema "Universo carceri" a cui avrebbe dovuto partecipare anche l'ex presidente della Regione siciliana, condannato per favoreggiamento alla mafia

Salvatore Cuffaro

Totò Cuffaro ospite non gradito. È polemica per la decisione del presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, di non concedere la Sala Mattarella di Palazzo dei Normanni per un incontro con l'ex presidente della Regione. All'Ars era previsto ieri un convegno sul tema "Universo carceri" a cui avrebbe dovuto partecipare anche Cuffaro, che, nel dicembre 2015, ha finito di scontare, nel carcere romano di Rebibbia, la sua condanna a cinque anni per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra

Ma la cosa non è piaciuta ad Ardizzone che ha chiesto all'organizzatore, il deputato regionale di Forza Italia Vincenzo Figuccia, di cambiare sede. Così l'incontro si è stato spostato all'istituto Padre Annibale Maria di Francia, nel quartiere Borgo Nuovo. 

"Confermo che la revoca della concessione per l'utilizzo della sala Mattarella per un incontro sul tema dei diritti dei detenuti è avvenuta per mia espressa volontà" scrive in una nota Ardizzone, rispondendo alla richiesta di spiegazioni avanzata dal deputato Saverio Romano. E aggiunge: "Converrà con me, visto che anche lei riveste un ruolo pubblico e quindi ha responsabilità nei confronti di tutti i cittadini e delle istituzioni, che in una sala prestigiosa del parlamento siciliano, di recente intitolata a una vittima di mafia come il presidente della Regione Piersanti Mattarella, sarebbe stata inopportuna, e certamente equivoca, la partecipazione di un relatore condannato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra".

Per il presidente dell'Ars dunque "nessuna discriminazione nei confronti di una persona che ha pagato il suo debito con la giustizia, ma una scelta di tutela verso l'Assemblea regionale e di quanti, a vario titolo, avrebbero potuto sentirsi confusi o peggio feriti da una decisione diversa. Come rappresentanti pubblici - conclude - abbiamo il dovere morale di non trasmettere messaggi ambigui che possano ledere l'onore e il decoro delle Istituzioni e confondere i cittadini. La lotta alla mafia è fatta anche di segnali chiari e inequivocabili".

Il deputato azzurro Figuccia, intervenuto sulla vicenda, ha dichiarato: "Non sono interessato ad alimentare polemiche sul convegno che ho promosso ed organizzato. A me, come al garante dei detenuti Giovanni Fiandaca ed all'ex presidente della Regione Totò Cuffaro, che ha partecipato come ex detenuto, interessava parlare dei diritti di chi sconta una pena e del sistema penitenziario
italiano". 

"Penso davvero che i lavori di ieri abbiano contribuito a far emergere le tante negazioni che vive chi si trova in carcere che talvolta nulla hanno a che vedere con la rieducazione e l'ottemperanza dell'articolo 27 della Costituzione - ha aggiunto Figuccia - In sostanza, ci interessava parlare dei carcerati e delle privazioni a cui vanno incontro i familiari. Certamente il convegno anziché svolgersi in una sala senza aria condizionata, poteva essere ospitato altrove. Ma ribadisco, non voglio fare polemiche. Ciascuno risponde prima a Dio e poi alla propria coscienza".

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