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Porto Empedocle, in porto la nave "Bettica" con i 660 naufraghi: ci sono anche 23 minori

Le operazioni di sbarco dei 660 migranti (tra cui 54 donne e 23 minori) e dei 5 cadaveri sono coordinate dalla Capitaneria di porto empedoclina. Sarebbero un centinaio i dispersi, secondo i superstiti: tra loro, due migranti che avrebbero perso in mare il figlio di sei anni

E' arrivata a Porto Empedocle la nave "Bettica" della Marina militare italiana con 660 migranti (tra cui 54 donne e 23 minori) e 5 cadaveri. Le operazioni di sbarco sono coordinate dalla Capitaneria di porto empedoclina.

Sarebbero un centinaio i dispersi nel naufragio di ieri a largo della Libia. Lo hanno raccontato i superstiti sbarcati nell'Agrigentino. Tra loro, due migranti che avrebbero perso in mare il figlio di sei anni.

In tutto, fanno sapere dalla Guardia costiera, sono circa 2mila i naufraghi tratti in salvo ieri al largo delle coste libiche, nel corso di 15 distinte operazioni di soccorso da poco ultimate (14 gommoni e 1 barcone) coordinate dalla Centrale operativa della Guardia costiera di Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In particolare oltre la  nave "Bettica" della Marina Militare italiana,sono intervenute la "Dattilo" della Guardia costiera, la "Durand de la Penne", "Bourbon Argos" e "Dignity 1" di "Medici senza Frontiere" e la nave militare irlandese "Le Roisin".

«Dopo le operazioni di salvataggio, ho indossato la mascherina e sono andato sul ponte di ruolo. C'erano tanti bambini. Io avevo dato priorità di imbarcare donne e bambini. Sul ponte c'era una bambina di meno di un anno con un orsacchiotto bianco più grande di lei. Un peluche che i miei uomini non so come abbiano trovato. La bambina mi sorrideva e quella è stata la gioia più grande». Lo ha detto il comandante della nave "Bettica" della Marina militare, il capitano di fregata Francesco Iavazzo, mentre i naufraghi salvati venivano sbarcati sul molo di Porto Empedocle.

«Abbiamo recuperato queste persone in condizioni estreme - ha spiegato ancora Iavazzo - il barcone era in precarie condizioni di galleggiabilità, sia per il sovraffollamento sia per il mare. Erano su un piccolo peschereccio che aveva già imbarcato acqua. Urlavo: 'state seduti, state calmi, ci vorrà del tempo, non vi muovere, aspettate, credeteci'. Ma non lo hanno fatto. Abbiamo recuperato tutti, ma non escludo che ci siano dei dispersi. Il nostro impegno è massimo - ha concluso - appena finiremo qui, usciremo di nuovo in mare. Ci mettiamo il cuore, l'anima. Queste nostre navi hanno equipaggi d'oro».

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