Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

"Migranti soffocati o annegati", il tragico racconto e l'arresto: fermati due presunti scafisti a Porto Empedocle

Quel giorno erano approdati sull’isola 108 migranti, tratti in salvo in alto mare dalla nave “Aquarius” della Ong "SOS Mediterranee". Ma al momento del soccorso erano stati avvistati all’interno del gommone anche 6 migranti deceduti

La squadra mobile della questura di Agrigento ha arrestato i presunti scafisti di un gommone arrivato a Lampedusa lo scorso 18 aprile. 

Quel giorno erano approdati sull’isola 108 migranti, tratti in salvo in alto mare dalla nave “Aquarius” della Ong "SOS Mediterranee". Ma al momento del soccorso erano stati avvistati all’interno del gommone anche 6 migranti deceduti.  

L’attività investigativa della seconda sezione della squadra mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi e dal vice Vincenzo Di Piazza, ha consentito di raccogliere gli elementi investigativi utili per sottoporre al fermo di indiziato di delitto i senegalesi Seri Sar e Diaw Abdou, rispettivamente di 24 e 28 anni, ritenuti responsabili della conduzione del gommone dalla coste libiche verso l’Italia. 

I due cittadini extracomunitari, secondo gli investigatori della squadra mobile agrigentina, sarebbero anche responsabili del naufragio dell’imbarcazione e della morte di 28 migranti come conseguenza del trasporto avvenuto in condizioni di galleggiabilità precarie ed in assenza delle condizioni di sicurezza. 

Le indagini della polizia sono state svolte direttamente sull’isola di Lampedusa, dove opera un’aliquota di agenti della squadra mobile della Questura di Agrigento, impiegata esclusivamente per il contrasto del favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. 

Secondo la ricostruzione degli investigatori che, con l’ausilio degli interpreti, hanno sentito i passeggeri del gommone naufragato, l’imbarcazione era partita il 17 aprile dalla spiaggia libica di Sabratah con a bordo 136 persone. In particolare, un migrante ricordava che, al momento di salire a bordo, aveva sentito contare i migranti dai trafficanti libici fino al numero 136. 

Considerato che a Lampedusa sono giunti in salvo 108 migranti, la polizia ha ipotizzato che le persone disperse siano in totale 28.

Dal racconto di alcuni migranti, testimoni della morte anche di propri amici, si è inoltre avuta contezza della dinamica del naufragio. In particolare, durante la traversata in mare, molti migranti, alla vista di una grossa imbarcazione che avrebbe potuto trarli in salvo, per attirare l’attenzione, si sono spostati verso la parte anteriore del gommone, sovraccaricando le assi di legno dell’imbarcazione e provocando il cedimento della struttura. Da qui l’ulteriore rottura della camera d’aria del gommone che ne ha provocato il graduale sgonfiamento, generando ulteriore panico tra i passeggeri.

I movimenti non controllati dei migranti, dovuti allo stato d’ansia, unitamente alle cattive condizioni del mare, avrebbero poi causato la caduta in mare di alcuni passeggeri. Altri sarebbero invece deceduti per soffocamento perché calpestati dai compagni di viaggio. Altri ancora avrebbero riportato delle bruciature alla pelle per il contatto con benzina e acqua di mare e, non resistendo, si sarebbero tuffati in acqua, senza però riemergere.

Anche alla vista della nave "Aquarius", per raggiungere i battelli di salvataggio, tre migranti si sarebbero gettati in mare; uno dei tre è riuscito ad essere tratto in salvo, mentre gli altri due si sono inabissati completamente, annegando sotto gli occhi dei soccorritori. Gli stessi soccorritori, al momento del salvataggio, hanno notato al centro del gommone sgonfio i corpi di sei cadaveri, che però non sono riusciti a recuperare, perché l’imbarcazione si è sgonfiata completamente portando con sé, in fondo al mare, i migranti deceduti. Grazie alla collaborazione di alcuni superstiti, gli investigatori della squadra mobile sono giunti all’identificazione dei due scafisti, riconosciuti tramite ricognizione fotografica.

I presunti scafisti sono rimasti presso l’Hot Spot di Lampedusa, tra gli altri migranti, fino alla giornata dell’arresto, avvenuto il 27 aprile scorso, data in cui era previsto il trasferimento in nave di molti di essi da Lampedusa a Porto Empedocle. Proprio allo scalo di Porto Empedocle, però, ad attendere i due senegalesi vi era il personale della squadra mobile di Agrigento che, per evitare la fuga dei due scafisti, ha proceduto al fermo di indiziato di delitto.

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