Villaggio Mosè, estorceva soldi in nome di Cosa nostra: arrestato un parcheggiatore

Il copione era sempre quello: prima la colla nei lucchetti delle saracinesche dei quattro negozi presi di mira. Poi le telefonate, con le quali chiedeva i soldi. Il primo appuntamento per la consegna del denaro il 60enne lo ha dato ieri, ma al momento del "ritiro" della busta ha trovato i carabinieri che lo hanno arrestato

Ignazio Natalello

Prima la colla nei lucchetti lo scorso 20 giugno. Poi l'apparente silenzio e le nuove richieste estorsive ricominciate lo scorso 16 ottobre. «Dovete darmi i soldi per Gerlandino Messina» diceva a quattro commercianti del Villaggio Mosè. Ieri sera, però, all'appuntamento per la consegna del denaro, Ignazio Natalello, 60enne di Agrigento, volto noto dei "Tammurinara di San Calò" e parcheggiatore nella Valle dei Templi, ha trovato i carabinieri che lo hanno arrestato in flagranza di reato. 

I militari dell'Arma hanno ricostruito tutta la vicenda grazie alle testimonianze delle vittime e alle telefonate che l'uomo faceva all'indomani delle intimidazioni. Il copione era sempre quello: prima la colla nei lucchetti delle saracinesche dei quattro negozi presi di mira. Poi le telefonate, con le quali chiedeva i soldi. Ma il primo appuntamento per la consegna del denaro il 60enne lo ha dato ieri, chiedendo ad una delle quattro vittime di raccogliere tutti i soldi e di portarli in un preciso luogo. 

Gerlandino Messina dal carcere: "Tutto falso"

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Ma al momento del "ritiro" della busta, intorno alle 21 di ieri sera, Ignazio Natalello ha trovato i carabinieri della Stazione di Villaggio Mosè e quelli del Nucleo operativo di Agrigento che lo hanno arrestato. Adesso l'uomo - difeso dall'avvocato Daniele Re - si trova agli arresti domiciliari, così come deciso dal sostituto procuratore Matteo Delpini, per via delle sue condizioni di salute.

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