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L’inchiesta

"Scoop a pagamento con file riservati su Messina Denaro": arrestati un carabiniere e un politico

Al centro dell'inchiesta le chat tra pazienti de La Maddalena e il boss divulgate in rete ed in tv. Il maresciallo Luigi Pirollo, in servizio a Mazara del Vallo, avrebbe sottratto quasi 800 documenti coperti dal segreto istruttorio e li avrebbe ceduti al consigliere comunale. Questi avrebbe provato a rivenderli all'ex agente fotografico Fabrizio Corona, che è indagato

Subito dopo la cattura, il 16 gennaio scorso, spuntavano come funghi le chat tra il boss Matteo Messina Denaro ed alcune pazienti con cui aveva fatto la chemioterapia alla clinica La Maddalena. Materiale oggetto di indagini e coperto per questo dal segreto istruttorio, che tuttavia spopolava in televisione, in rete e non solo. Una fuga di notizie che stamattina ha fatto finire agli arresti domiciliari un maresciallo dei carabinieri in servizio al nucleo operativo della Compagnia di Mazara del Vallo, Luigi Pirollo, e un consigliere comunale di Mazara del Vallo, Giorgio Randazzo.Indagato anche l'ex agente fotografico, Fabrizio Corona, che in passato ha già avuto problemi con la giustizia.

Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Paolo Guido e degli stessi carabinieri dei Comandi provinciali di Palermo e Trapani, Pirollo - accedendo abusivamente ai sistemi informatici dell'Arma - avrebbe sottratto quasi 800 file (768 per l'esattezza) che avrebbe poi passato al consigliere comunale. Questi - sempre secondo la prospettazione dell'accusa - avrebbe poi contattato Corona e avrebbe cercato di rivendergli il materiale. Scoop a pagamento, quindi, che tuttavia sarebbero stati sventati grazie ad una serie di intercettazioni a carico proprio di Corona.

Il giornalista, di origine catanese e che per anni ha lavorato a Milano, avrebbe consigliato al politico di rivolgersi a una testata on line, "Mow", diretta da Moreno Pisto. Quest'ultimo, capendo però la delicatezza del materiale, avrebbe deciso di raccontare l'accaduto agli investigatori. 

Molte conversazioni tra le pazienti e il mafioso erano state comunque rilanciate da "Mow" e - come già era emerso ad aprile - anche dalla trasmissione di Massimo Giletti "Non è l'arena", in onda su La7 e sospesa qualche mese fa. 

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