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Da sinistra, Gino Mendola e Andrea Castellino

Da sinistra, Gino Mendola e Andrea Castellino

"Trovati con un fucile a canne mozze", arrestati due giovani

Dopo un rocambolesco inseguimento per le vie del centro, sono finiti in manette Gino Mendola, empedoclino, e Andrea Castellino, originario di Cattolica Eraclea

Fuggono all'alt della polizia e vengono arrestati dopo un rocambolesco inseguimento tra le strade di Porto Empedocle. Due ventisettenni sono finiti in manette per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di armi. Si tratta di Gino Mendola, empedoclino, e Andrea Castellino, originario di Cattolica Eraclea.

Nel corso di un'operazione di controllo del territorio, sabato scorso, gli agenti della sezione Volanti hanno cercato di fermare un'auto guidata dall'empedoclino, che, visto l'alt della polizia, ha proseguito la sua corsa dandosi alla fuga verso il centro abitato. Così, è scattato l'inseguimento, durante il quale gli agenti hanno visto lanciare dall'abitacolo un fucile a canna mozza, poi recuperato e posto sotto sequestro.

Una volta bloccato il mezzo, i due hanno proseguito la fuga a piedi, correndo verso la spiaggia. Il primo ad essere bloccato è stato Castellino, che nel frattempo - fa sapere la polizia - si era liberato di sei cartucce calibro sedici da caccia, poi recuperate. Subito dopo, gli agenti hanno fermato anche Mendola, che si era nascosto dietro agli scogli, a ridosso del muro di cinta della vicina centrale dell'Enel.

Durante la successiva perquisizione domiciliare a casa di Castellino, a Cattolica Eraclea, i poliziotti hanno trovato nascoste altre sedici cartucce calibro 16, una pistola a salve calibro 8 millimetri, priva di tappo rosso, ed un machete.

Entrambi gli arrestati, inoltre, avevano violato l'obbligo di dimora nel Comune di Cattolica Eraclea, misura cautelare a cui erano sottoposti per un altro procedimento penale. Al solo Castellino, invece, è stata contestata anche la violazione della sorveglianza speciale. Espletate le formalità di rito, gli arrestati sono stati condotti nel carcere di Agrigento.

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