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Martedì, 5 Luglio 2022
Cronaca

Arrestati perché "trainavano carretta del mare", Ong tunisina annuncia sit-in di protesta

"La Terre pour tous" chiede la liberazione di Chamseddine Bourassine, presidente dell'associazione dei pescatori di Zarzis, e dei suoi 5 membri di equipaggio. Il console tunisino in Italia, stamani, si è recato in carcere per incontrare gli indagati

L'Ong tunisina "La Terre pour tous" terrà domani un sit-in di protesta davanti all'ambasciata italiana a Tunisi, per chiedere la liberazione di Chamseddine Bourassine, presidente dell'associazione dei pescatori di Zarzis (Apde), e dei suoi 5 membri di equipaggio, in carcere dal 29 agosto scorso ad Agrigento con l'accusa di favoreggiamento aggravato dell'immigrazione illegale.

"Trainavano una 'carretta del mare' con a bordo dei migranti", sei arresti 

L'Ong respinge le accuse delle forze dell'ordine italiane nei confronti dei 6 arrestati, rimarcando invece l'impegno decennale di Bourassine nel salvataggio di vite umane in mare e contro il razzismo. Il presidente dell'associazione dei pescatori di Zarzis si distinse, infatti nell'agosto 2017, nell'azione di contrasto alla "C-Star" (la nave dei giovani di generazione identitaria, movimento di destra anti migranti), uscendo in mare con altri pescherecci, e contribuendo ad impedire l'entrata in porto di detta nave.

La notizia dell'arresto venne divulgata, nei giorni scorsi, dalla Guardia di finanza che ricostruì i dettagli dell'operazione di polizia in mare, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento. "Nel primo pomeriggio del 29 agosto, un aereo da ricognizione gestito dall’Agenzia Europea Frotex ha avvistato in mare aperto, a più di 80 miglia a Sud di Lampedusa, una piccola imbarcazione con 10, 15 persone a bordo al traino di un peschereccio con insegne verosimilmente tunisine diretto a Nord, verso le coste della Sicilia. A notte inoltrata, grazie al raccordo informativo offerto dall’International Coordination Center di Frontex in Roma, una volta che i migranti, nel frattempo sganciati dal traino, hanno raggiunto la zona contigua sottoposta alla giurisdizione italiana, a meno di 24 miglia da Lampedusa, il dispositivo operativo di contrasto composto da due vedette e da un guardacoste del reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Palermo, in costante contatto con la Procura di Agrigento, ha intercettato il natante con i migranti, e bloccato il peschereccio che si stava rapidamente allontanando per confondersi con le altre barche in attività di pesca a sud delle Pelagie".

Adesso, l'annuncio del sit-in di protesta da parte della Ong tunisina "La Terre pour tous". Si va verso un caso diplomatico fra la Tunisia e l'Italia? 

Stamani, intanto, il console tunisino in Italia si è recato in carcere - al "Di Lorenzo" di contrada Petrusa - per incontrare gli indagati

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