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Arnone porta le sue battaglie da Santoro

Arnone porta le sue battaglie da Santoro

Arnone porta le sue battaglie da Santoro

Il consigliere comunale di Agrigento interviene in merito ad alcune ambiguità di "cassa-casta"...

"Noi qui facciamo la nostra rivoluzione civile" ha esordito Santoro ad inizio della trasmissione "Servizio pubblico", in onda sull'emittente regionale Antenna Sicilia, all'interno della multipiattaforma di canai locali (uno per ogni regione), in streaming sul web, sui canali 100, 500 e 504 di Sky e su radio Capital. Solo su facebook ieri sera, 120 mila spettatori registrati già dopo la prima ora di trasmissione.

Michele Santoro ripropone la formula "Anno zero", dopo la cancellazione del programma dal palinsesto Rai, affiancato dal suo team, i giornalisti Sandro Ruotolo, Marco Travaglio, e il vignettista Vauro. Tra gli ospiti il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, l'imprenditore Diego Della Valle e, in collegamento, Valter Lavitola. Presenti i giornalisti Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo, Paolo Mieli e Franco Bechis.

Come nel vecchio programma, Santoro dedica degli spazi ai cittadini, ai giovani, ai rappresentanti locali, i quali denunciando problemi, esprimono sentimenti e riflessioni sulla situazione politico-socio-economica del paese. A prendere parola, nel teatro tre di Cinecittà di Roma, il consigliere comunale del Pd, Giuseppe Arnone, il quale porta in televisione nazionale la sua battaglia contro i quotidiani sperperi di denaro delle casse comunali di Agrigento.

Emblema di questo legalizzato dispendio, nella realtà agrigentina, è il caso di un giovane consigliere comunale agrigentino, che costa alle casse del comune circa 4 mila euro al mese di cui Arnone non fa nome in diretta tv. L'argomento si inserisce perfettamente nella puntata dal titolo "Azzerare la casta", tra i temi dei costi della politica e dei privilegi dei politici. Oltre all'esempio del Comune di cui Arnone è consigliere, questo parla di un "miracolo di Palermo", dove le casse del comune si trasformano in "mangiatoie". Anche qui Giuseppe Arnone racconta i casi più ambigui che riguardano alcuni consiglieri palermitani.

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