"Soldi in bella mostra su Whatsapp", il video finisce in rete: nei guai un arbitro

Si tratta di Armando Salvaggio che all'epoca dei fatti era un componente della sezione Aia della città

Foto archivio

Soldi in bella mostra e un gioco goliardico che finisce su Whatsapp e poi su Youtube. A finire nei guai è l’agrigentino Armando Salvaggio, che all’epoca dei fatti era un associato Aia della sezione di Agrigento, ma anche esponente Cra Sicilia.

Nel dettaglio, Salvaggio non avrebbe rispettato le norme federali e comportamentali che l’Aia impone. Ovvero, secondo quanto si legge sul comunicato stampa emesso dalla Lega nazionale dilettanti, l’agrigentino avrebbe violato i principi imposti dall’organo federale. Armando Salvaggio, all’epoca dei fatti associato Aia della sezione di Agrigento, avrebbe realizzato un video che lo ritraeva con circa, 3 mila euro in banconote da 50, 10 e 500 euro, frutto della propria attività professionale. L’uomo avrebbe inviato questo video tramite Whatsapp all’arbitro effettivo Roberto Salvatore D’Angelo. Le immagini, da dei soggetti ad oggi ignoti, sono state divulgate anche su Youtube. Salvaggio, secondo quanto si legge sul comunicato trasmesso dalla Lega,  ha dichiarato che il video da lui stesso girato era strettamente personale e serviva per  “dimostrargli che la perdita al gioco non aveva inciso sulla propria capacità economica”. A rincarare la dose su questo video, sarebbe stata anche una lettera anonima che invocava l’illecito sportivo.

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“Salvaggio – si legge nel comunicato della Lega -  precisa che il video era stato realizzato nel gennaio del 2017, e non nel maggio del 2018, quando era stato postato sulla piattaforma YouTube; aggiungeva che il denaro in questione altro non era se non il ricavato della propria attività lavorativa, destinato ad essere depositato in banca da lì a poco. Affermava ancora che il tutto aveva un valore goliardico, in quanto pochi giorni prima aveva effettuato una giocata a carte, a cui aveva partecipato anche D’Angelo, e in quella occasione aveva perduto una somma di denaro da quantificarsi in poche centinaia di euro, per la qual cosa il D’Angelo lo “canzonava”. Affermava infine che il video aveva natura personale, ed era stato inviato unicamente al D’Angelo, il quale non aveva avuto alcuna autorizzazione a divulgarlo a terzi. Sentito il D’Angelo, questi confermava che il video realizzato dal Salvaggio gli era pervenuto nel mese di gennaio del 2017, e che il contenuto dello stesso, oltre all’evidente tenore goliardico, si riferiva ad una partita a carte effettuata pochi giorni prima, in occasione delle vacanze natalizie, dove il Salvaggio aveva perso poche centinaia di euro, per la qualcosa era stato oggetto di scherno”. Accolte le richieste della Procura federale, Salvaggio dovrà fermarsi per sei mesi.

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