"Pressioni a dirigente per salvare immobile abusivo", slitta processo al sindaco

Pendolino avrebbe cercato di evitare la demolizione di uno stabile per favorire una parente, rinviata la prima udienza per lo sciopero dei magistrati onorari

Giuseppe Pendolino

Prima le difficoltà nell'individuazione di un collegio che potesse stabilmente celebrare il dibattimento e il rinvio “per esigenze di ruolo”. Ieri, invece, l’astensione del giudice onorario Katia La Barbera allo sciopero indetto a livello nazionale dalla federazione di categoria. Slitta al 24 giugno l’inizio del processo a carico del sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, accusato di abuso di ufficio per avere fatto - sostiene l'accusa - pressioni e ritorsioni su un dirigente del Comune per costringerlo a mettere le carte in regola su un immobile abusivo e consentire, quindi, a una parente di acquistarlo.

Il giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, lo scorso 24 gennaio, ha disposto il rinvio a giudizio del sindaco per un’ipotesi di reato che, in base alla legge Severino, ne comporterebbe la sospensione automatica in caso di condanna, anche in primo grado, qualunque dovesse essere l’entità della pena. L'amministratore, secondo quanto ipotizza il pubblico ministero Chiara Bisso che ha condotto l'inchiesta, avrebbe fatto pressioni su un dirigente del Comune per costringerlo a revocare l'ordine di demolizione di un immobile abusivo al quale era interessata una parente che, però, per questo motivo, non poteva procedere a formalizzarne l'acquisto con regolare atto dal notaio. Pendolino, che ha nominato come difensore l'avvocato Nino Caleca, è finito a giudizio dopo le denunce del dirigente che non si sarebbe prestato alle "reiterate richieste" del sindaco e, per questo, sarebbe stato rimosso.

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Il funzionario si è costituito parte civile, con l'assistenza dell'avvocato Daniela Posante e, in caso di condanna del sindaco imputato, otterrà il risarcimento dei danni. 
 

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