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"Picchia la moglie per 13 anni e la minaccia con un coltello": 57enne allontanato dal giudice ma perdonato

La donna, come avvenuto altre volte in passato, ritira la querela: a causa delle violenze del marito sarebbe stata costretta a fuggire dalla figlia e lasciare il lavoro

Insultata, picchiata, vessata e minacciata pure con un coltello. In alcune circostanze la donna, per sfuggire alla violenza del marito, accentuata dal consumo di alcol, era costretta a lasciare il lavoro o rifugiarsi dalla figlia. Un incubo iniziato nel 2007 e mai concluso. Un cinquantasettenne di Aragona, finito sotto inchiesta per maltrattamenti, viene allontanato dal giudice. La donna, però, come aveva fatto già in passato, scrive una nota ai carabinieri e manifesta il suo perdono. Il gip Luisa Turco, quindi, anche con il parere favorevole del pubblico ministero Emiliana Busto, revoca il provvedimento cautelare.

L'indagato, rumeno di origine ma da tanti anni residente ad Aragona, proprio come la moglie, durante l'interrogatorio, assistito dal suo difensore, l'avvocato Leonardo Marino, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La donna, quattro mesi fa, lo aveva denunciato per l'ennesima volta raccontando di essere stata vittima di minacce, percosse e violenze di ogni tipo.

Nel racconto, a partire dal 2007, quando la coppia, sposata da ben 38 anni, si trasferì in Italia, ci sono una lunga serie di episodi di violenza. La donna sarebbe stata costretta, in alcune circostanze, a lasciare il lavoro come badante perché il marito le creava problemi. Uno dei fatti più gravi, oltre alle ripetute percosse, sarebbe stato quello della minaccia con un coltello. Dopo l'ennesima querela e il provvedimento cautelare del gip è arrivata la decisione di perdonarlo.

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