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Cronaca Aragona

"Reti e paletti destinati a un ponte usati per la sua abitazione", dirigente comunale dal gup

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell'architetto Rosario Monachino, 64 anni, di Aragona, per l'accusa di peculato. La difesa: "Testimonianze inutilizzabili, non c'è alcun reato"

Reti metalliche e paletti di proprietà dell'ente, destinati al ripristino di un ponte, trasportati da tre operai nell'abitazione di un dirigente per dei lavori privati: l'inchiesta a carico dell'architetto Rosario Monachino, responsabile del settore Lavori pubblici del Comune di Aragona, accusato di peculato, approda in aula per l'udienza preliminare.

Il pubblico ministero Cecilia Baravelli ha chiesto il rinvio a giudizio contestandogli di essersi appropriato di alcune reti metalliche e di paletti che sarebbero stati destinati al ripristino delle reti di contenimento del ponte Zammuto, facendoli trasportare da tre operai del Comune, nella sua abitazione, con un furgone, sempre di proprietà dell'ente.

Il fatto è stato accertato lo scorso 5 maggio dopo un controllo dei carabinieri che hanno scoperto i tre operai in casa di Monachino che - secondo quanto reso noto dai carabinieri stessi - stavano realizzando dei lavori privati quando, invece, avrebbero dovuto trovarsi al Comune.

L'udienza preliminare, davanti al giudice Francesco Provenzano, si è aperta con la richiesta della difesa, affidata all'avvocato Giuseppe Scozzari, di dichiarare inutilizzabili le testimonianze, rese durante le indagini, dai tre operai che, secondo il legale, avrebbero dovuto essere ascoltati con l'assistenza di un legale in quanto "concorrenti nel reato".

Il pubblico ministero Gloria Andreoli ha chiesto un termine per replicare sul punto e il gup ha aggiornato l'udienza al 18 novembre. 

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