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"Appalto decennale per la gestione della piscina grazie a false attestazioni", condannato imprenditore

I giudici della seconda sezione penale hanno inflitto dieci mesi di reclusione a Vincenzo Picarella

False fatture e documentazione contraffatta per aggiudicarsi un appalto decennale per la gestione della piscina comunale. I giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, con a latere Giuseppe Miceli e Antonio Genna, hanno condannato a 10 mesi di reclusione l’imprenditore Vincenzo Picarella, 47 anni, accusato di turbativa d’asta e falso.

Si tratta della seconda condanna inflitta nell’ambito dell’inchiesta dopo quella decisa dal gup Francesco Provenzano nei confronti di Bruno Gioacchino Cassaro, 41 anni, di Agrigento, titolare della “Cassaro servizi integrati”, al quale, nello stralcio abbreviato del processo, erano stati inflitti un anno e due mesi di reclusione. L’indagine fu avviata nel 2014 quando il Comune di Aragona mise a bando l’affidamento della struttura sportiva.

La Procura contestava loro di avere falsamente attestato di possedere un requisito per potere accedere alla gara che prevedeva la gestione della piscina per dieci anni dietro pagamento di un canone. In particolare nel bando di gara veniva chiesto, pena l’inammissibilità all’appalto, di avere maturato un’esperienza nella gestione di piscine pubbliche nei tre anni precedenti. Picarella e Cassaro parteciparono formando un consorzio di imprese – chiamato Service global – e attestarono, secondo l'accusa falsamente, di possedere il requisito producendo un documento, secondo l’accusa falso, che confermava la circostanza che la Cassaro servizi, per quattro anni, avesse gestito la piscina di uno dei più grandi alberghi del capoluogo. 

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