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Lunedì, 27 Maggio 2024
Tribunale / Aragona

"Depuratore senza autorizzazione e scarichi nel fiume Platani", a giudizio sindaco di Aragona, imprenditore e 6 funzionari

La procura gli contesta alcune irregolarità nella tenuta dell'impianto di contrada Alongi a partire dal 2017: alcuni vicini chiedono di costituirsi parte civile

Scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazioni e smaltimento di residui nel fiume. Il sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, il titolare di un'impresa e 6 funzionari del Comune, ai quali si contestano irregolarità legate al funzionamento del depuratore di contrada Alongi, finiscono a processo.

Si tratta di: Luigi Virone, 67 anni; Salvatore Chiarelli, 70 anni; Rosario Monachino, 66 anni; Filippo Curallo, 54 anni; Angelo Terrana, 61 anni; Salvatore Rotulo, 58 anni e Michele Cacciatore, 60 anni. 

Il pubblico ministero Maria Barbara Grazia Cifalinò ha disposto la citazione a giudizio e questa mattina è iniziata l'udienza predibattimentale davanti al giudice Giuseppe Sciarrotta.

"Depuratore senza autorizzazione":10 indagati

Virone, Chiarelli, Monachino e Curallo - responsabili del settore Igiene pubblica del Comune fra il 2017 e il 2023 - insieme al sindaco Pendolino (confermato alle elezioni del giugno 2022) sono accusati di avere "aperto o comunque effettuato nuovi scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazioni".

A Terrana, coordinatore del personale; Rotulo, addetto all'impianto e Cacciatore, titolare della ditta che lo gestiva, si contesta - insieme al sindaco e ai dirigenti del Comune - di avere smaltito, senza autorizzazione, i residui provenienti dallo scarico "immettendoli - è l'atto di accusa del pm -, tramite una condotta interrata nel vallone Alongi, nel fiume Platani". 

All'udienza predibattimentale, una sorta di udienza preliminare introdotta dalla riforma Cartabia per i processi istruiti con citazione diretta, il titolare di un'azienda agricola e una famiglia proprietaria di un fondo confinanti col depuratore, hanno chiesto attraverso il legale Floriana Salamone di costituirsi parte civile sostenendo di avere avuto un danno dal malfunzionamento dell'impianto che avrebbe emanato cattivi odori.

La posizione di due lavoratori socialmente utili, in un primo momento finiti sotto inchiesta, è stata archiviata e non sono stati mandati a processo.

L'avvocato Giuseppe Scozzari che difende sei dei sette imputati (la collega Daniela Posante assiste Chiarelli) ha chiesto di esaminare la richiesta di costituzione prima di formulare le proprie osservazioni. Si torna in aula l'11 giugno. 

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