Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Il processo ai 4 giostrai, la madre dell'undicenne: "Violentata a turno, ma non me lo disse subito"

La donna, ascoltata come teste, ha riportato il racconto della figlia su quella drammatica sera ad Aragona: "Non mi rivelò subito tutto, per questo abbiamo denunciato dopo diversi giorni". Gli imputati sono accusati di violenza sessuale

foto archivio

"Era uscita con alcune amiche ed è stata adescata da quattro uomini che l'hanno trascinata in un vicolo e, a turno, l'hanno violentata". Drammatico racconto, in aula, della madre di una ragazzina al processo a carico di quattro giostrai, accusati di avere abusato della bimba nei giorni successivi alla festa della Madonna di Fatima, ad Aragona, dove era stato allestito un luna park in cui gli imputati lavoravano.

Si tratta di Bogdan Petru Corcoz, 22 anni, di origini rumene e residente ad Aragona; Vasile Lucian Isache, 25 anni, anche lui residente ad Aragona e nato in Romania; Costantin Cosmin Babiuc Pavel, 24 anni, rumeno e Riccardo Fonte, 60 anni, di Caltanissetta. Sono accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata. La presunta vittima, all'epoca dei fatti, il 13 maggio del 2015, doveva ancora compiere dodici anni.

La ragazzina (costituita parte civile ed assistita dagli avvocati Daniela Posante e Antonella Arcieri), è stata già ascoltata durante l'incidente probatorio. La madre, invece, è il primo teste sentito al processo, in corso davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato. La donna, citata dal pubblico ministero Elenia Manno, ha risposto pure alle domande dei legali degli imputati (il collegio difensivo è composto dagli avvocati Salvatore Cusumano, Samantha Borsellino, Marcello Lus e Valentina Burgio) e ha confermato quanto raccontato in aula dalla ragazzina.

"Non ci ha detto subito cosa fosse accaduto - ha spiegato -, abbiamo notato che era a disagio e ha iniziato a raccontarci che era stata adescata in un vicolo e aveva subito abusi. Le sue amiche si erano allontanate e non hanno nè assistito nè potuto chiamare soccorsi".

La denuncia, nei giorni successivi, portò all'individuazione di alcuni sospettati che furono sottoposti ad intercettazioni. Proprio il contenuto delle conversazioni sarà trascritto dal perito Giovanni Fontana. Si torna in aula il 22 aprile per conferirgli l'incarico mentre il 10 giugno saranno sentiti altri quattro testi, ovvero il fratello e il padre della ragazzina e due poliziotti.

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