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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

"Appropriazione indebita di tributi", ridotta la condanna al notaio

Il procedimento era stato avviato dalla procura contabile dopo la denuncia di danno erariale inviata dall'Agenzia delle entrate che, il 5 marzo del 2013, aveva segnalava il mancato versamento di 1.391.123 euro

Appropriazione indebita dei tributi incassati dai clienti ma non versati al fisco. La sezione giurisdizionale d'appello della Corte dei Conti ha ridotto da 669.500 a 411.993 euro la condanna nei confronti del notaio Antonino Pusateri, 69 anni, originario di Termini Imerese, ma da decenni operante ad Agrigento, e il relativo pignoramento di beni. Lo riporta oggi il Giornale di Sicilia. Per la stessa vicenda il professionista nel luglio del 2015 aveva patteggiato due anni di reclusione, pena sospesa. Il procedimento era stato avviato dalla procura contabile dopo la denuncia di danno erariale inviata dall'Agenzia delle entrate che, il 5 marzo del 2013, aveva segnalava il mancato versamento da parte di Pusateri di 1.391.123 euro. 

Sotto i riflettori degli 007 del fisco erano finite circa 400 pratiche per le quali, tra il 2009 ed il 2013, il professionista non aveva versato gli importi autoliquidati o lo aveva fatto in misura inferiore al dovuto. Dopo la notifica dell'invito a dedurre, nel novembre del 2013 Pusateri aveva saldato una parte del debito, concordando con l'Agenzia delle entrate un piano di rientro in 120 rate per un totale di 1.289.000 euro. Da qui l'archiviazione del procedimento davanti alla Corte dei conti. Ma dopo le prime tre rate, peraltro versate in ritardo, alla fine del 2014 il notaio era risultato inadempiente. Venendo a conoscenza della richiesta di rinvio a giudizio per peculato continuato da parte dei colleghi del tribunale di Agrigento, la procura contabile - ricostruisce sempre il Giornale di Sicilia - aveva riaperto il procedimento che si era concluso il 4 settembre del 2015 col deposito di un nuovo invito a dedurre e un’istanza di sequestro dei beni per 1.832.592 euro autorizzato dal presidente della Sezione e confermato dal giudice designato.

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