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Il tribunale di Agrigento

Il tribunale di Agrigento

Ascesso per appendicectomia, chiesti 100 mila euro di risarcimento

A citare, davanti al tribunale della città dei Templi, l’azienda sanitaria provinciale è è stato un uomo che il 17 maggio del 2014 venne ricoverato al presidio ospedaliero di Canicattì per sottoporsi ad un intervento chirurgico

Chiede che venga dichiarata la responsabilità per il danno subito e che l’Asp di Agrigento venga condannata al risarcimento quantificato in complessivi 100.818,40 euro, o nella maggiore o minore somma da quantificarsi nel corso del giudizio. A citare, davanti al tribunale della città dei Templi, l’azienda sanitaria provinciale è è stato un uomo che il 17 maggio del 2014 venne ricoverato al presidio ospedaliero di Canicattì per sottoporsi ad un intervento di appendicectomia. Ma dopo quell’operazione ce ne fu un’altra – il 4 giugno dello stesso anno – per un ascesso “ritenuto conseguenza della negligenza e imperizia dei sanitari che lo ebbero in cura pre e post intervento chirurgico”.

Nel novembre del 2016, lo stesso cittadino aveva presentato istanza di mediazione con incontro fissato per la fine dello stesso mese. Incontro al quale l’azienda sanitaria non ha partecipato. A metà dello scorso giugno, l’uomo ha dunque citato l’azienda sanitaria provinciale di Agrigento a comparire all’udienza fissata per il prossimo 2 novembre davanti al tribunale. L’Asp ha già deciso, naturalmente, di costituirsi in giudizio.

“Considerato che dall’esame della documentazione sanitaria e della relazione pervenuta dall’unità operativa di Chirurgia generale del presidio ospedaliero di Canicattì – emerge dalla documentazione – non sono emersi profili di responsabilità a carico dei sanitari che hanno prestato le cure”, l’azienda sanitaria ha deciso, appunto, di costituirsi e resistere in giudizio. Il responsabile del servizio Legale ha comunicato all’azienda di non poter assumere l’incarico per concomitanti adempimenti processuali e d’ufficio. Motivo per il quale, dunque, l’Asp di Agrigento ha deciso – avendo l’interesse a costituirsi nel giudizio per sostenere la correttezza dell’operato e ottenere il rigetto delle pretese risarcitorie – di conferire l’incarico di rappresentanza e difesa ad un avvocato esterno che verrà individuato dal commissario straordinario Mario Zappia. La scelta avverrà fra i nominativi che compaiono negli elenchi dei professionisti di fiducia. 

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