Appello del comitato Asd al presidente della Regione

Si chiede al reggente dell'isola di valutare se opportuno dichiarare lo stato d’emergenza per Agrigento

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

"Valuti se opportuno dichiarare lo stato d'emergenza per Agrigento"

Responsabilità, buone prassi, diligenza del buon padre di famiglia, lavori a regola d'arte, onorabilità degli impegni, prevenzione, riduzione del danno, composizione del disagio, adempimento, programmazione, definizione delle priorità; persino onestà intellettuale a volte, sono termini che non ci appartengono più.

Sporadici e occasionali, radi ed eccezionali, lontani nel tempo e nello spazio, ammirabili ma non rappresentabili; eppure preziosi. Con la loro rarefazione vacilla la fiducia, la prospettiva.

L'unico elemento resistente, fitto e denso, ormai consolidato, è il clima di insicurezza.

Quel fattore la cui composizione e mitigazione, determinante per la vita e la serenità di ogni cittadino, quell'elemento che se trascurato minaccia nella peggiore delle ipotesi la nostra incolumità, che la legge dal 2008, nell'ambito di un di ridefinizione delle competenze, pone come prerogativa del primo cittadino; la cui gestione è quindi demandata all'Ente Comune.

Ad Agrigento questo Ente è malato. Il cancro del dissesto finanziario espunto, se così è, in ritardo, lo ha reso inerme come un malato terminale. La penuria di mezzi e risorse, ma anche l'accidia che ha caratterizzato la condotta di molti suoi dipendenti e responsabili amministrativi o politici, lo ha reso strutturalmente incapace di produrre benefici all'esterno. All'interno disorganico, asimmetrico, indomabile e bisbetico; privo di una Giunta completa e polivamente da ormai otto mesi.

Il quadro che si è configurato nel frattempo sul territorio non può soltanto che essere accennato. Scollinamento avanzato del centro storico, con conseguente rischio idrogeologico e forte rischio per l'inagibilità di ampie porzioni urbane, crolli e danni strutturali; obsolescenza delle rete idrica e fognante con compromissione evidente dell'ecosistema, del sottosuolo, della falde acquifere e marino, causa non solo di disagi ma di problemi di ordine igienico sanitario che già minacciano la nostra salute e creano serie emergenze; inadeguatezza delle infrastrutture e del sistema della viabilità, interessati da un avanzato deterioramento e forte degrado, che pregiudicano il diritto di ogni cittadino a poter vivere un'esistenza dignitosa; un contesto urbano poco confortevole e sostanzialmente ostile; appalti non assegnati, per via di informative antimafia che non vengono prodotte e altre che non sono state mai verificate o prodotte. Si vorrebbe non dover citare ancora problemi relativi alla raccolta dei riifuti, di cui la città è stracolma, del problema della saturazione delle discariche; problematiche connesse alla gestione dei servizi, ai meccanismi di riequilibrio sociale, di assistenza agli malati anche riguardanti la struttura ospedaliera, alle categorie meno abbienti, agli immigrati che vengono nella nostra terra porta di accesso per l'Europa; alla criminalità crescente; al deficit di controllo del territorio.

L'insieme delle emergenze non può che delineare una spirale involutiva quasi inarrestabile, pronta a segnare indelebilmente generazioni presenti e prossime.

Non cambiano le modalità, le abitudini, i vizi, nulla si risolve e tutto si involve, le questioni sono sempre le stesse.

Un'intera comunità boccheggia ormai agonizzante tra stenti e disagi inaccettabili, fatica a resistere a questo vertiginoso degenerare, non sostenuta da azioni organiche nella sua ricostituzione. Uno dei patrimoni di quest'isola, fiore delle civiltà passate e presenti, ha finito per assumere sembianze abominevoli. E' una città non governata, devastata da decenni di indifferenza e di cattive scelte, carente nei più elementari paradigmi di organizzazione sociale. I nostri Amministratori non ne sono pienamente coscienti, quasi fossero affetti da sindrome di Munchausen e rimandano continuamente il prender atto che il nostro territorio è una concentrazione di calamità, emergenze e illegalità.

Con la Presente, per le gravi problematiche che insistono contemporaneamente sul territorio, si chiede al Presidente della Regione Rosario Crocetta, di interessarsi personalmente ad Agrigento. Se il quadro non fosse sufficientemente delineato recandosi per poter analizzare la situazione, incontrando i locali rappresentanti del Comune, della Provincia, degli Ato, dell'Asp, della Protezione Civile, della Procura per informarsi direttamente sullo stato delle cose e dei fatti. Ci auguriamo possa essere accompagnato da figure e collaboratori competenti.

Lo invitiamo altresì se ce ne fosse la necessità, e non ci sono elementi che non evidenziano l'assoluta urgenza, nell'ambito delle proprie facoltà, rafforzate dallo Statuto Autonomo della nostra Regione, di dichiarare lo stato di emergenza per la città di Agrigento ed istituire un'apposita task force per risolvere le emergenze socio-ambientali, igienico sanitarie e di dissesto.

Siamo colpevoli di questo disastro da cui non siamo capaci di rialzarci.

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