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Cronaca Lampedusa e Linosa

Lampedusa, l'appello di Aibi: "Affidate a noi i bambini"

I bambini nel centro di accoglienza di Lampedusa sono senza cibo nè vestiti. L'appello delle famiglie di Ai.Bi.: "Dateli a noi: siamo pronti ad aprire le nostre case"

I bambini nel centro di accoglienza di Lampedusa sono senza cibo e vestiti. L’appello delle famiglie di Ai.Bi.- Amici dei Bambini:  "Dateli a noi: siamo pronti ad aprire le nostre case".

In una nota l'associazione evidenzia come "all’alba del quarto giorno di sbarchi di immigrati a Lampedusa, il centro di prima accoglienza dell’isola è già al collasso: nella struttura di contrada Imbriacola, che potrebbe accogliere al massimo 381 persone, ieri (18 febbraio) erano stipati circa 900 migranti arrivati sull’isola: in totale promiscuità. Donne, uomini e soprattutto bambini anche molto piccoli (circa 200 i minori arrivati a Lampedusa).  Le condizioni di vita a contrada Imbriacola sono drammatiche: impossibile assicurare spazi adeguati a donne e minori mentre alcuni profughi hanno dormito all’aperto, altri hanno chiesto ospitalità e nelle chiese e in piazza alla gente del luogo. I più “fortunati” sono rimasti nella struttura ma senza coperte. Particolarmente delicata la situazione dei minori", scrivono.

Per Ai.Bi. Amici dei Bambini si tratta di "una situazione inammissibile. Sono circa una cinquantina i bambini che viaggiano con le loro famiglie, mentre altri 150 sono minori non accompagnati (Misna). Affidateli  alle nostre famiglie di Lampedusa che sono state formate appositamente per fornire assistenza di pronta emergenza", è il loro appello.

Queste famiglie, secondo quanto riferito dall'associazione, hanno partecipato ai corsi di formazione promossi da Ai.Bi. Amici dei Bambini per diventare “famiglie accoglienti”: proprio loro si mettono a disposizione per prendersi cura delle persone più fragili, come donne e bambini, in attesa del loro trasferimento in altre strutture di accoglienza in Italia.

"Non lasciateli nel centro – continua l’associazione – dove non ci sono viveri e vestiti per tutti e dove uomini donne e bambini convivono in spazi angusti. Noi siamo qui per loro e siamo disposte ad aprire immediatamente le nostre case. Dateci questa possibilità: per il bene dei bambini".

Molte famiglie lampedusane sono già accorse in piazza per distribuire quei beni di prima necessità che mancano nel Centro di Prima Accoglienza: vestiti, scarpe, maglioni, cibo o anche solo una carezza per i più piccoli spaventati e disorientati.

Intanto ieri (18 febbraio), 642 persone sono sbarcate a Porto Empedocle, portando così ad almeno 3.800 il totale dei migranti tratti in salvo nel Mediterraneo tra venerdì e martedì scorsi, secondo quanto riferito dall’Organizzazione mondiale per le migrazioni.

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