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Appalto case Iacp di Largo Martiri a Ribera, Renda (Sel): «Prima tappa a 1100 giorni dalla "sciagura"»

«Quello di Ribera è stato definito il più grave disastro abitativo degli ultimi tempi, mettendo sulla strada 60 famiglie, 250 cittadini di 10 palazzine di Largo Martiri di via Fani nell'arco temporale di soli 3 mesi!». E' quanto si legge nella lettera aperta di Angelo Renda, coordinatore locale di Sinistra ecologia libertà

«Quello di Ribera è stato definito il più grave disastro abitativo degli ultimi tempi, mettendo sulla strada 60 famiglie, 250 cittadini di 10 palazzine di Largo Martiri di via Fani nell’arco temporale di soli 3 mesi! Tanto è vero che con una cadenza temporale impressionante e come bollettini di “allarme sociale” si annunciava un imminente e gigantesco “disastro”». 

E' quanto si legge nella lettera aperta trasmessa alle massime autorità istituzionale provinciali e regionali da Angelo Renda, coordinatore locale di Sinistra ecologia libertà. 

Il dirigente politico di Sel evidenzia che l’Iacp di Agrigento comunicava con preoccupazione all’Amministrazione Comunale di Ribera già nel 2012 che fatte le dovute verifiche, accertamenti ed indagini, dalle risultanze del calcolo delle strutture, si evinceva che non erano «soddisfatte le verifiche sia di resistenza che di deformabilità, per cui si può concludere che la continuazione dell’uso attuale delle strutture non è conforme ai criteri di sicurezza delle Norme Tecniche Costruttive» e per questo si chiedeva «l’emissione di apposito provvedimento atto a garantire la tutela della pubblica e privata incolumità». 

Con una nota, il mese dopo, lo stesso Istituto autonomo case popolari comunicava che «considerato il “quadro di resistenza strutturale” dell’edificio n. 2, si potrebbe determinare una possibile implosione dello stesso con effetti destabilizzanti sugli edifici adiacenti 3 e 4» e che era stata eseguita un ricognizione «degli edifici dall'1 al 5, i quali mostrano gli stessi vizi costruttivi palesati dall’edificio n. 2 e descritti nelle relazioni di verifica strutturale».

A maggio «viene confermata e ufficializzata da parte dell’Iacp che le verifiche alle rimanenti palazzine 7, 8, 9,10 mostrano anch’esse gravi anomalie strutturali che ne determinano lo sgombero immediato». 

«Tranne la tempestività e certezza del finanziamento del Governatore Rosario Crocetta che ammonta a complessivi 11milioni 900mila euro circa, dopodiché è calato un angosciante buio! - dice Renda in una lettera aperta -. Lo sgombero avvenuto in modo sereno, pacato e civile con viva meraviglia degli stessi poliziotti in assetto antisommossa. La fase successiva costellata da innumerevoli incertezze, indecisioni accompagnate da un deplorevole pressapochismo e criticità sia durante la stesura progettuale dell’opera sia per quanto riguarda i tempi tecnici del bando di gara.
Infatti il responsabile del Procedimento comunicava ai dirigenti dell’Urega che devono gestire il bando di gara “Si evidenziano alcune criticità fatte rilevare dagli operatori economici che intendono partecipare alla gara”. L’Urega esaminate le criticità, ne condivise le motivazioni e invitò il responsabile a rettificare il bando e il disciplinare di gara nelle parti interessate nel rispetto della normativa vigente. Dunque il termine per la presentazione delle offerte è fissato per il giorno 26 agosto alle 13, subito dopo, il dirigente del Servizio e il Responsabile degli adempimenti di gara dell’Urega rispettivamente la Antonina Bonsignore e il Angelo Principato inizieranno le procedure di aperture delle buste delle ditte che hanno partecipato all’appalto integrato della demolizione e ricostruzione delle 10 palazzine. La prima tappa
- conclude Renda - possiamo, quindi, la possiamo considerare conclusa dopo 1100 giorni dall '"immane sciagura". Invito al superamento dei cosiddetti “tempi morti” e minaccia in modo risoluto e deciso e con atteggiamento determinato che non saranno più tollerati ulteriori e ingiustificati ritardi».

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