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Cronaca

Anziano morto in ospedale per infezione, familiari contro archiviazione inchiesta

Il legale dei parenti dell'ottantunenne Carmelo Cimino presentano altri documenti per opporsi alla chiusura del caso sollecitata dal pm

I familiari si oppongono all’archiviazione dell’inchiesta e producono un’ulteriore documentazione a sostegno delle loro tesi. La Procura, invece, bacchetta la direzione sanitaria perché l’indagine, col supplemento investigativo del Nucleo antisofisticazione, “ha accertato gravi omissioni nel sistema di sorveglianza e prevenzione delle infezioni”, tuttavia non sembra essere provato un nesso fra le omissioni e la morte dell’ottantunenne Carmelo Cimino, deceduto all’ospedale San Giovanni di Dio il 22 ottobre del 2015 dopo una degenza di un mese e mezzo.

A decidere adesso sarà il gip Francesco Provenzano che ieri mattina avrebbe dovuto sentire tutte le parti ma i difensori degli indagati – gli avvocati Arnaldo Faro, Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano e Carmelita Danile – hanno chiesto un termine per potere esaminare la documentazione medica prodotta dall’avvocato Daniela Ciancimino che assiste i familiari di Cimino. Gli indagati – l’inchiesta ipotizza il reato di omicidio colposo – sono il direttore sanitario Antonello Seminerio, la neurologa Rosa Maria Gaglio e il medico Giuseppe D’Anna del reparto di Medicina dell’ospedale di Agrigento.

Cimino si presentò al pronto soccorso insieme al figlio, il 2 settembre del 2015. Il medico legale Livio Mulone ha sottolineato la circostanza che Cimino aveva gravi patologie pregresse, fra cui una cardiopatia e gli esiti di un infarto acuto del miocardio. Cimino viene trasferito in Medicina, le sue condizioni continuano ad aggravarsi. Il 19 settembre gli viene inserito un sondino naso gastrico per consentirgli di alimentarsi. Nei giorni successivi va anche peggio: la Tac al torace evidenzia un’infezione da germi in corso. Il 22 ottobre la morte. Dopo la denuncia dei familiari partono le indagini che si concentrano subito sull’origine dell’infezione. Il medico legale, però, sottolinea che “le scelte terapeutiche e assistenziali sono state corrette”.

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