Anziano morto in ospedale dopo infezione, l'inchiesta si allarga

Il gip: "No all'archiviazione per i tre indagati, si verifichi se ci sono altri casi analoghi"

“La Procura accerti se anche altri pazienti ricoverati in quella stanza sono deceduti per la stessa infezione”: il gip Francesco Provenzano non solo non archivia ma impone al pm di allargare l’inchiesta per valutare se l’infezione che potrebbe avere ucciso l’ottantunenne Carmelo Cimino abbia causato altre morti all’ospedale San Giovanni di Dio.

Morto dopo infezione, familiari: "L'inchiesta non va archiviata"

Il giudice, quasi un anno e mezzo dopo l’udienza, nel corso della quale ha sentito tutte le parti, decide di accogliere l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dall’avvocato Daniela Ciancimino, legale dei familiari dell’anziano. Gli indagati sono il direttore sanitario Antonello Seminerio, la neurologa Rosa Maria Gaglio e il medico Giuseppe D’Anna del reparto di Medicina dell’ospedale di Agrigento. Cimino morì il 22 ottobre del 2015, dopo un mese e mezzo di ricovero durante il quale, secondo quanto si ipotizza, avrebbe contratto un’infezione. Il pm Alessandro Macaluso, in seguito trasferito, nonostante la “bacchettata” alla direzione sanitaria per le “gravi omissioni nel sistema di sorveglianza e prevenzione delle infezioni accertate dal Nas”, aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine per omicidio colposo perché, secondo il suo punto di vista, gli accertamenti non avrebbero provato “un nesso logico certo fra le omissioni e la morte dell’ottantunenne”.

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Il giudice, inoltre, ha disposto l’iscrizione nel registro degli indagati per Seminerio per l’ulteriore accusa di omissione di atti di ufficio: il pm Emiliana Busto dovrà – in sostanza – accertare se i mancati controlli e l’omessa attivazione di un comitato operativo di prevenzione in materia di infezione abbiano costituito una violazione di legge. 

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