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Anziane sequestrate, picchiate e rapinate in casa: via libera dai giudici a nuove prove

A sollecitare altri testi e documenti era stata la difesa di un imprenditore imputato che continua a ribarire la tesi dell'errore di persona

Via libera dai giudici all'audizione di nuovi testimoni e all'acquisizione di documenti per fare chiarezza al processo a carico dell'imprenditore Egidio Centinaro, 40 anni, e di Giuseppe Contrino, di 4 anni più giovane, accusati di avere messo a segno una rapina violenta nell'appartamento di due donne anziane.

All'udienza precedente l'avvocato Giuseppe Scozzari, subentrato di recente nella difesa di Centinaro, aveva sostenuto la tesi di un errore di persona chiedendo di acquisire le indagini difensive svolte nei giorni precedenti dalle quali, secondo il legale, emergerebbe la prova di un’errata identificazione dell’imputato. Scozzari fa espresso riferimento a un'altra vicenda giudiziaria, nella quale è stato coinvolto Contrino, vale a dire l'aggressione ai danni di don Mario Sorce, preso a pugni all'interno di un bar del Quadrivio - zona poco distante da dove si è verificato il fatto - da un gruppo composto da altre sei persone perché voleva difendere due persone da un pestaggio.

"Un fotogramma agli atti di quell'indagine ritrae una persona insieme a Contrino - ha detto il legale - che ha fattezze simili a quelle dell'imputato". Anche il pm ha chiesto di chiarire i fatti con prove ulteriori e i giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, sciogliendo la riserva, hanno ammesso gran parte delle richieste. L'istruttoria riprende, quindi, il primo febbraio.

La rapina cruenta al centro dell’inchiesta si sarebbe consumata il 5 dicembre del 2013 in una villa di via Mazzini, nei pressi della strada che dalla zona del Quadrivio Spinasanta conduce al tribunale di Agrigento. I due rapinatori, probabilmente conoscendo le abitudini delle due sorelle nubili che vivevano insieme all'anziana madre, sono entrati quando una delle due era sola in casa e l’hanno immobilizzata. Al rientro dell’altra donna è stata anche lei bloccata e picchiata con violenza.

I due uomini avevano il volto travisato. Le donne, entrambe anziane, sarebbero state selvaggiamente picchiate e costrette a indicare il posto dove erano conservati i soldi e i gioielli. I banditi, poi, sono fuggiti. Le vittime, dopo qualche minuto, hanno chiamato la polizia che le ha soccorse e fatte medicare in ospedale dove sono stati riscontrati diversi traumi e ferite.

Del caso si è occupata la squadra mobile che ha raccolto la denuncia delle sorelle che sostengono di avere individuato uno dei due rapinatori “dagli occhi”, per la pregressa conoscenza. Dai rilievi scientifici della polizia non è arrivato nessun elemento nuovo per l’indagine. Alle due donne sono stati mostrati alcuni album fotografici. Centinaro, sentito in aula, ha negato con forza le accuse nei suoi confronti. “Sono stato accusato senza motivo, mi hanno rovinato. Non conosco neppure l’altro imputato”. 
 

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