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Cronaca

"Anziane sequestrate, picchiate e rapinate in casa": chieste due condanne

Il pm propone 8 anni di reclusione per l'imprenditore Egidio Centinaro, 9 anni e 6 mesi per il 37enne Giuseppe Contrino. La difesa: "Testimonianze delle vittime inattendibili, non sono stati loro"

Mentre una delle due sorelle era in giro l’altra sarebbe stata legata in casa. Poi, al rientro, due uomini con il volto travisato l’avrebbero picchiata con violenza per rubare i soldi e i gioielli all’interno dell’abitazione. Otto anni dopo la cruenta rapina con sequestro di persona per i due presunti autori del colpo è stata chiesta la condanna. 

Il pubblico ministero Elenia Manno ha proposto la condanna a 8 anni di reclusione per Egidio Centinaro, 41 anni, imprenditore; 9 anni e 6 mesi per Giuseppe Contrino, 36 anni. I due imputati hanno sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda. Una delle vittime sostiene di avere riconosciuto Centinaro, nonostante i due rapinatori indossassero il passamontagna, perché lo conosceva da tempo. Non ci sono, però, tracce biologiche all’interno dell’appartamento. 

La rapina cruenta al centro dell’inchiesta si sarebbe consumata il 5 dicembre del 2013 in una villa di via Mazzini, nei pressi della strada che dalla zona del Quadrivio Spinasanta conduce al tribunale di Agrigento. I due rapinatori, probabilmente conoscendo le abitudini delle due sorelle nubili che vivevano insieme all’anziana madre, sono entrati quando una delle due era sola in casa e l’hanno immobilizzata.

Al rientro dell’altra donna è stata anche lei bloccata e picchiata con violenza. I due uomini avevano il volto travisato. Le due donne, entrambe anziane, sarebbero state selvaggiamente picchiate e costrette a indicare il posto dove erano conservati i soldi e i gioielli. I due banditi, poi, sono fuggiti. Le donne, dopo qualche minuto, hanno chiamato la polizia che le ha soccorse e fatte medicare in ospedale dove sono stati riscontrati diversi traumi e ferite.

Dai rilievi scientifici della polizia non è arrivato nessun elemento nuovo per l’indagine. Alle due donne sono stati mostrati alcuni album fotografici. 

Dopo la requisitoria del pm, i giudici della prima sezione penale - presieduta da Alfonso Malato - hanno dato la parola al difensore di parte civile, l'avvocato Daniela Ciancimino che assiste le presunte vittime e ai difensori degli imputati (gli avvocati Giuseppe Scozzari e Ninni Giardina) secondo cui "le testimonianze delle vittime sono inattendibili e il quadro probatorio è stato messo in dubbio dall'istruttoria dibattimentale". Il 9 dicembre sarà emessa la sentenza.

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