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Cronaca

Cosa è il patto di stabilità e perché poteva essere utile "taroccarlo"?

Si tratta dell'equilibrio tra entrate ed uscite: senza il Comune deve bloccare le stabilizzazioni de precari, regimentare la spesa e non può fare investimenti

Cosa è il patto di stabilità e perché un Comune avrebbe dovuto fare carte false per evitare di dichiararne lo sforamento?

"False attestazioni sul patto di stabilità", indagato Firetto 

La questione è tanto tecnica che oggi è difficile trovare anche una semplice definizione del patto. Nei fatti, per gli anni qui oggetto dell’attenzione della Procura della Repubblica (2011-2014), un ente che non rispetta il patto di stabilità è un ente che ha un saldo negativo tra entrate ed uscite. Spende cioè più di quanto incassa. Un principio mutato negli anni passati prendendo a riferimento il dato del triennio precedente. Questo con una serie enorme di variabili, come le risorse stanziate per gli investimenti, perché non sempre le opere pubbliche riescono ad essere completate lo stesso anno in cui vengono reperite le risorse e questo pesa sul risultato finale.

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Ma cosa succede ad un Comune che non rispetta il patto di stabilità? Il mancato raggiungimento dell’obiettivo porta un ente a dover bloccare le assunzioni e le stabilizzazioni, a regimentare in modo molto sensibile la spesa corrente, e a non potersi indebitare con mutui per fare gli investimenti.

Un vero e proprio “cappio” che bloccherebbe l’attività amministrativa, riducendola in modo sensibile e non consentendo, come è evidente, la pubblicizzazione dell’immagine di un Comune virtuoso.

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