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Cronaca

Annullato il licenziamento di un'ostetrica, l'Asp dovrà riassumerla

Lo rende noto l'avvocato Girolamo Rubino. Il giudice del lavoro ha condannato l'azienda sanitaria

L'Asp di Agrigento condannata dal giudice del lavoro ad annullare il licenziamento di un'ostetrica ravanusana. La donna 40enne - ricostruisce l'avvocato Girolamo Rubino che insieme al collega Mario La loggia ha assistito la professionista - era in servizio alle dipendenze dell'Asp di Palermo, inserita nei ruoli organici del presidio ospedaliero "Salvatore Cimino" di Termini Imerese, aveva chiesto di fruire di un periodo di aspettativa senza assegni per espletare un incarico a tempo determinato presso l'Asp di Agrigento.

"In assenza di un provvedimento di diniego - fa sapere Rubino l'ostetrica ravanusana ha iniziato a prestare servizio presso l'Asp di Agrigento. Successivamente l'Asp di Palermo ha invitato la dipendente a riprendere servizio presso l'unità di assegnazione, proponendo altresì l'istaurazione di un procedimento disciplinare". Nel corso dell'audizione disciplinare la dipendente - spiega il legale - "si dichiarava disponibile a rientrare in servizio ma l'Ufficio procedimenti disciplinari decideva il licenziamento".

La dipendente allora, ha deciso di fare ricorso davanti al giudice del lavoro, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Mario La loggia, per l'annullamento del provvedimento di applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento e per la condanna alla reintegrazione nel posto di lavoro.

Il giudice del lavoro, ritenendo fondate le tesi degli avvocati Rubino e La loggia, "aveva accolto il ricorso annullando il licenziamento, ordinando alla datrice di lavoro di reintegrare la ricorrente nel posto di lavoro e condannando l'azienda a pagare l'indennità risarcitoria e a rifondere alla ricorrente le spese giudiziali".

"Ma l'Asp - ricostruisce ancora il legale -  si è opposta contro la pronunzia favorevole all'ostetrica ravanusana; anche nel giudizio di opposizione quest'ultima si è costituita in giudizio, per chiedere il rigetto dell'opposizione proposta dall'Asp.

Gli avvocati Rubino e La Loggia hanno sostenuto che "l'assenza dal servizio era giustificata atteso che si era in presenza della fruizione di un diritto all'aspettativa non retribuita prevista dal contratto collettivo di lavoro vigente del comparto sanità, per svolgere un periodo di servizio con contratto a tempo determinato presso l'Asp di Agrigento, contestando la sussistenza dell'illecito disciplinare".

Il giudice del lavoro, dunque, condividendo le tesi dei legali,  ritenendo il provvedimento oggetto di opposizione meritevole di conferma, ha rigettato l'opposizione proposta dall'Asp confermando il precedente provvedimento favorevole all'ostetrica , e condannando l'Asp "al pagamento delle spese giudiziali, liquidate in euro ottomila, oltre accessori". Pertanto, per effetto della sentenza, l'ostetrica ravanusana resterà definitivamente in servizio.

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